Il Tirreno

Versilia

Difende la ragazza: pestato e rapinato Preso l’aggressore

di Matteo Tuccini
Difende la ragazza: pestato e rapinato Preso l’aggressore

L’uomo era già stato arrestato per spaccio Vive in via Sant’Andrea, vicino alla pineta

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Aveva avuto il torto di difendere la sua ragazza. Troppo pesanti gli apprezzamenti rivolti alla donna, appena uscita con lui da un locale, per non rispondere per le rime al bellimbusto da quattro soldi che li aveva espressi. Con il risultato di scatenare una lite furibonda. Sfociata in un vero e proprio pestaggio, con calci e pugni. E persino una bici scagliata contro la vittima. E dopo la sarabanda di colpi, l’aggressore, aiutato da alcuni sodali, si era persino preso la briga di portargli via l’orologio e un braccialetto di oro bianco.

A distanza di un mese dall’episodio - avvenuto il 18 giugno in pineta di Ponente - la polizia ha individuato ed arrestare il presunto responsabile dell’aggressione che aveva spedito all’ospedale un quarantenne residente a Viareggio. Con ferite al volto e alla testa, giudicate guaribili in dieci giorni. Un’aggressione brutale, per motivi che definire futili è già un complimento. E per cui è finito in carcere Mustafa Chadli, 27 anni, di nazionalità marocchina, disoccupato e senza permesso di soggiorno. Secondo quanto riferisce la polizia, Chadli era già stato arrestato per spaccio nel 2013: liberato, era rimasto in zona. Nascondendosi a casa di un’amica in via Sant’Andrea, a due passi dalla pineta. La stessa zona che ha ricominciato a frequentare indisturbato. E in cui, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, ha pestato e rapinato il quarantenne.

Questa la ricostruzione della polizia, in base al racconto della coppia vittima dell’episodio. È l’1,30 circa quando i due escono dal Trocadero, locale molto conosciuto della pineta. Un uomo li vede e fa un complimento pesante alla donna. Il compagno di lei reagisce, non si sa con quanta veemenza. Anche se solo a parole, è bene dirlo. A quel punto scatta la reazione folle, da bullo violento. L’aggressore, dopo il primo scontro, chiama alcuni amici che si trovano all’interno del locale. E che assieme a lui prendono a calci e pugni il quarantenne, lanciandogli addosso anche una di quelle bici con cui si attraversa la pineta tutti i giorni. Poi gli sfilano l’orologio, un’imitazione di un Rolex, e un braccialetto di oro bianco. Infine, se ne vanno.

Raccogliendo la denuncia, la polizia si fa fornire una descrizione degli aggressori. La coppia rimasta vittima parla di un nordafricano con tratti asiatici. Gli inquirenti analizzano le foto segnaletiche e indagano. E dopo qualche giorno collegano i fatti con un profilo preciso. Da qui la richiesta di arresto fatta dal sostituto procuratore Antonio Mariotti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca Riccardo Nerucci. Il blitz è scattato venerdì pomeriggio: il sospettato, come detto senza permesso di soggiorno, viveva in via Sant’Andrea. Dopo essere già stato arrestato per spaccio, non aveva abbandonato la città.

«Posso assicurare - afferma il dirigente del commissariato di Viareggio Raffaele Gargiulo - che stiamo lavorando non solo per assicurare alla giustizia i responsabili di fatti del genere, ma anche per allontanare definitivamente chi non ha diritto di stare qui». Com’è possibile che una persona senza permesso di soggiorno venga arrestata per un reato grave, torni in libertà e continui a delinquere nello stesso luogo? «Le espulsioni non sono semplici, i Centri di identificazione ed espulsione sono pieni - dice Gargiulo - Ma il nostro obiettivo, lo garantisco, è mandare via chi non rispetta le leggi. In maniera che non torni più».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa