Il Tirreno

Versilia

Via Vetraia, dopo l’incendio il dramma di non avere un tetto

di Donatella Francesconi

Le sistemazioni provvisorie sono in scadenza e c’è chi si è ritrovato in mezzo alla strada L’appello di una coppia: qualcuno ci aiuti e il servizio sociale si degni almeno di riceverci

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VIAREGGIO. Dal camping dove sono approdati dopo l’incendio sono dovuti uscire e a casa non possono rientrare: Massimo Martelli e la sua compagna sono una delle cinque famiglie dello stabile della Vetraia andato a fuoco il 3 luglio scorso. Da ieri non hanno un tetto sulla testa, nonostante la Provincia di Lucca abbia comunicato, qualche giorno fa, il proprio sostegno alle spese sostenute dal Comune di Viareggio per queste famiglie. Previa pianificazione degli interventi con gli uffici del Comune. O meglio con l’ufficio, quello della Protezione civile, l’unico ad avere sulle spalle l’intera emergenza. Giovedì mattina il Tirreno ha chiamato la segreteria del dirigente del sociale, Vincenzo Strippoli (attualmente in ferie), ma è stato un buco nell’acqua: «Non ne sappiamo niente, devono rivolgersi alla Protezione civile», è stata la risposta. Eppure proprio qualche giorno fa il segretario generale del Comune, Fabrizio Petruzzi, ha emanato una disposizione interna in base alla quale è il settore sociale a doversi farsi carico delle cinque famiglie. Così non è, però. Perché Martelli ha tentato, in questi giorni, di avere un appuntamento con l’ufficio sociale «ma - racconta - non mi è stato neppure permesso di salire al secondo piano del Municipio».

Per capirci qualcosa di più il “Tirreno” ha chiamato la Provincia, nella persona del presidente Luca Menesini: «Abbiamo assicurato il pagamento delle spese sostenute dal Comune o dai privati per trenta giorni», spiega. E gli uffici del Comune di Viareggio «ne sono informati e sanno quale procedura debbono seguire».

Il risultato di forze in campo, però, è che le famiglie sono fuori casa e ne avranno ancora per mesi, visto lo stato di inagibilità degli appartamenti investiti dal fuoco: «Abbiamo bisogno di un posto dove vivere - è l’appello di Massimo Martelli - fino a quando non avremo chiara la situazione dell’appartamento in affitto andato distrutto con tutti i nostri beni all’interno».

La coppia lancia un appello, consapevole dell’estate e della difficoltà a reperire un alloggio: «Siamo disponibili anche a spostarci da Viareggio e non abbiamo bisogno certo di una villa. Passare però dalle agenzie è impossibile, a meno che qualcuno non ci dia una mano». Un qualcuno che non può essere il Comune di Viareggio in dissesto. Anche la Regione si era dichiarata pronta a scendere in campo. Certo è che non si possono lasciare abbandonate a se stesse cinque famiglie che una mattina si sono ritrovate sul marciapiede, senza neppure lo spazzolino da denti, perché qualcuno non è stato attento a “giocare” col fuoco nelle abitazioni sotto di loro.

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