Il Tirreno

Versilia

Si schianta con la Porsche rubata in villa

di Beatrice Faragli

La vittima del colpo: «Ero terrorizzata per i miei figli, sono corsa in camera da loro con la paura che i ladri fossero in casa»

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VIAREGGIO. Il primo pensiero carico di terrore è andato ai figli che dormivano in camera, nella villa di Forte dei Marmi. «Quando ho visto la porta d’ingresso aperta, ho pensato che i ladri potessero essere ancora in casa. Così, a testa bassa e senza accendere le luci, sono corsa dai bambini». Dieci passi tra il soggiorno e la cameretta senza mai alzare la testa. «Non volevo vedere i ladri» racconta, ancora impaurita, la donna bresciana vittima con la sua famiglia del colpo in villa di venerdì notte. Due uomini hanno fatto irruzione intorno alle tre. La casa in via Mascagni è di un imprenditore di Brescia, che l’ha acquistata 6 anni fa.

«Cercavano la chiave della Porsche»: Nadia (che ci ha chiesto di non mettere il cognome) ne è sicura. Alla fine l’hanno trovata. «Era in un mobiletto dietro la porta d’ingresso» spiega la donna.

I due, dopo aver rubato un Rolex, un anello con brillanti e diversi contanti, per un bottino di 40 mila euro, sono fuggiti a bordo della Porsche 911 Gt che era parcheggiata nel vialetto. Gli agenti della polizia di Forte dei Marmi hanno subito intercettato l’auto in via Duca degli Abruzzi, ma la volante è stata colpita dalla potente macchina, che dopo aver fatto marcia indietro a gran velocità ha ripreso la strada in contromano continuando la folle corsa. La pattuglia ha provato a seguirla ma la potenza della Porsche ha avuto la meglio. Gli agenti ne hanno perso le tracce all’imbocco dell’autostrada. L’auto però, grazie al sistema di localizzazione, è stata di nuovo intercettata dalle forze dell’ordine. Stavolta dai carabinieri di Livorno, che hanno dato il via a un nuovo inseguimento. Alla fine la corsa si è interrotta ad Antignano, quando il trentaquattrenne alla guida, un albanese pregiudicato, ha perso il controllo dell’auto schiantandosi contro il cancello di un’abitazione. La parte anteriore della Porsche è ridotta a un groviglio di lamiere. A bordo, a differenza di quanto accertato dalla Polizia di Forte nel primo inseguimento, i militari hanno trovato solo il guidatore, che nonostante il trauma facciale ha tentato - invano - la fuga a piedi. L’uomo è stato portato al pronto soccorso dove è rimasto piantonato in stato di fermo. Nella borsa a tracolla rubata in villa, i carabinieri hanno trovato il Rolex, l’anello e i contanti.

A scoprire il furto, poco tempo prima dello schianto, è stata Nadia. «Mi ero alzata per bere e ho visto la porta socchiusa. Ero terrorizzata. Ho avuto paura per i miei figli. Non mi importa degli oggetti materiali. L’unico pensiero, da mamma, era che i bambini stessero bene e che i ladri non fossero in casa. Sono andata subito a svegliare mio marito. Probabilmente - dice la donna - hanno usato degli spray narcotizzanti perché, nonostante mi sia alzata nel cuore della notte, avevo un gran mal di testa e gli occhi che bruciavano».

I ladri sono entrati anche nella camera della coppia. «L’anello rubato era sul comodino. E poi - va avanti la vittima - hanno preso i vestiti dal bagno in cerca, io credo, delle chiavi della macchina. Pensavano di trovarle nelle tasche dei pantaloni, che hanno lasciato in giardino. Ieri sera (giovedì, ndr) - racconta - non avevo inserito l’allarme».

I ladri sono entrati nella villa rompendo il cilindro della serratura. «Poco tempo fa avevano picchiato marito e moglie per un Rolex (il 2 luglio, ndr). Sono impaurita» dice la donna. La rapina è messa a segno vicino al pontile. Le vittime, un imprenditore del nord Italia e la moglie, hanno deciso di lasciare Forte. «Io - dice Nadia - per ora resto, ma la paura è tanta. Abbiamo scelto una casa in centro pensando di essere al sicuro. Adesso non è più così». Sul posto, dopo il furto, è arrivata anche la scientifica. «Ringrazio gli agenti non solo per il lavoro svolto ma anche per la sensibilità dimostrata».

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