Sicurezza
Picchia la moglie e le tira addosso il televisore
Violenza ripetuta in una famiglia, la donna ha confidato ai conoscenti di temere per la propria vita
VIAREGGIO. Da un po’ di tempo per i vicini è impossibile fare a meno di preoccuparsi: da quell’appartamento sempre più spesso nelle ultime settimane si sono ascoltati grida e pianti. Fino a quando l’altra sera, la parte femminile della famiglia ha avuto necessità di cure mediche e sono dovute intervenire le forze di polizia. Un uomo, italiano - nel corso di una lite - si è avventato sulla moglie sbattendole più volte la testa nello stipite di una porta dell’abitazione nella quale la coppia vive. Non era la prima volta che la donna subiva questo tipo di violenze, al punto da temere - così le confidenze che avrebbe fatto ad amici e conoscenti - anche per la propria vita. Dato il ripetersi dei comportamenti violenti del marito. Il quale, nell’occasione dell’ultimo litigio con uso della forza, le ha scagliato - così la ricostruzione fatta dalla donna, che mostrava segni evidenti di quanto le era accaduto - un televisore addosso. Non senza prima aver costretto la suocera ad uscire di casa, forzandola, e chiudendola fuori mentre in casa accadeva di tutto ai danni della figlia della donna ed anche a numerosi oggetti presenti all’interno dell’appartamento.
Per fortuna sul posto sono arrivati mezzi e uomini delle forze di polizia, così che le violenze oggi sono venute alla luce in tutta la loro crudezza e ripetitività e la vicenda può essere dunque monitorata per evitare il peggio che si annida nei troppi silenzi e nelle teste voltate dall’altra parte.
La Versilia è tra l’altro dotata del cosiddetto Codice rosa che si attiva non appena una donna od un minore, od un altro soggetto fragile approdino in ospedale denunciando le violenze domestiche o sessuali, o in molti casi, di entrami i tipi, subite nell’immediatezza dell’ultimo evento e nel tempo. Medici, forze di polizia e la stessa Procura della Repubblica - elemento centrale per perseguire i colpevoli di questi atti nei quali di amore non ce n’è e deve essere chiaro - lavorando all’unisono per sostenere la donna, creare le condizioni di allontanamento dalla situazione che la mette in pericolo, perseguire il colpevole o i colpevoli nel più breve tempo possibile. Recarsi in ospedale e raccontare la verità sui segni che si portano addosso, le ferite, le fratture è il primo, fondamentale passo, per iniziare a svegliarsi dall’incubo e salvarsi la vita.
Così come lo è presentare denuncia contro il compagno, marito, familiare che si renda protagonista della cosiddetta violenza domestica, non meno terribile di quella che si può incontrare in strada. Affinché le forze di polizia abbiano in mano l’elemento chiave per perseguire il responsabile.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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