Sicurezza
Oliviero Toscani presenta il suo libro su Sant’Anna
STAZZEMA. «E' brutto ricordare». Riesce a dire solo poche parole la signora Siria, una delle superstiti della strage di Sant'Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, oggi a Palazzo Montecitorio per...
STAZZEMA. «E' brutto ricordare». Riesce a dire solo poche parole la signora Siria, una delle superstiti della strage di Sant'Anna di Stazzema del 12 agosto 1944, oggi a Palazzo Montecitorio per partecipare alla presentazione della seconda edizione del libro di Oliviero Toscani I bambini ricordano, pubblicato da Feltrinelli. A 72 anni da una delle pagine peggiori della Seconda guerra mondiale e della nostra storia di italiani, in cui persero la vita oltre 560 innocenti, brucia ancora la memoria di chi ha vissuto l'orrore sulla propria pelle.
Siria del resto non può dimenticare: aveva solo 9 anni quando la furia dei nazisti (aiutati da collaborazionisti italiani, alcuni dei quali parlavano in versiliese) le sterminò quasi tutta la famiglia, tra cui la mamma e due sorelle, Maria che aveva 16 anni e la piccola Anna, crivellata da 9 pallottole a soli 20 giorni. E come lei non riesce a non rivivere quella violenza sua sorella Adele, che aveva 4 anni e ricorda di «essere cresciuta in mezzo ai morti. Ed stata quella la cosa pi difficile».
Restano invece senza parole i superstiti Lidia e Mario, che seduti in prima fila stanno ad ascoltare la storia di un dolore che purtroppo conoscono molto bene.
Dopo una prima edizione nel 2003, il libro è stato riproposto in una versione aggiornata e arricchita da nuove foto e nuove storie, per accendere ancora i riflettori su un crimine di guerra per il quale non si riesce ad avere giustizia. Nel volume infatti vengono riportati gli ultimi tasselli della ricostruzione storica della strage, con l'iter giudiziario e la condanna all'ergastolo in contumacia di 10 SS - confermata in Cassazione nel 2007 - da parte del tribunale militare di La Spezia. Fino ad arrivare agli esiti negativi verificatisi in Germania, dove le procure di Stoccarda e di Amburgo nel 2012 e 2015 non hanno dato corso al processo, impedendo di fatto il riconoscimento della colpevolezza dei criminali nel loro Paese.
Nessuna giustizia quindi per le vittime e per i superstiti, solo la possibilità di ricordare affinché non si ripeta più. Ed questo l'obiettivo del libro: andare oltre il racconto dell'orrore di quel giorno, per rendere una testimonianza ai giovani di oggi affinché il sacrificio di tanti non vada sprecato. A questo servono i ritratti in bianco e nero di chi è sopravvissuto, immagini che Toscani ha scattato in primissimo piano per far sì che fossero gli occhi, e poi le parole riportate accanto, a comunicare direttamente.
Nel valore civile del progetto il celebre fotografo ha creduto moltissimo fin dall'inizio: «Uno dei lavori più importanti che ho fatto e anche il meno conosciuto. Qui la fotografia è applicata nel modo giusto. Non è questione di arte o non arte, memoria storica - ha detto Toscani - non c'è bisogno della diretta per un reportage. Me ne accorsi subito quando andai a Sant'Anna: i ritratti dei superstiti mostrano nello sguardo ci che successo. Sono dei testimoni e non si può sgarrare. Ho registrato tutto anche in video: qualcuno non voleva smettere di parlare. In qualche racconto la verità soggettiva, sono subentrati anche sogni, immaginazioni, racconti, ma l'emozione resta autentica».
«Questa anche una storia di collaborazionismo», ha aggiunto riferendosi agli italiani che, incappucciati per non farsi riconoscere, aiutarono i tedeschi a raggiungere Sant'Anna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
