Il Tirreno

Versilia

la rete

Da dove arrivano e chi li sostiene

VIAREGGIO. Sulle "rotte" degli arrivi in città dei giovanissimi nordafricani. Non è difficile, basta avere orecchio. Perché il tam tam della notte trascinata sui marciapiedi dello spaccio racconta...

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Sulle "rotte" degli arrivi in città dei giovanissimi nordafricani. Non è difficile, basta avere orecchio. Perché il tam tam della notte trascinata sui marciapiedi dello spaccio racconta pezzi di storie. Ed il primo è il luogo di provenienza: la città di Settat, meno di 60 chilometri da Casablanca, una delle due città in cui l'Italia ha in programma di inviare la ecoballe di rifiuti da smaltire nel locale cementificio.

Dalla stessa città e con gli stessi cognomi. Gli stessi che risuonarono anni fa nella vicende del centro di accoglienza alla Lisca, voluto dall'amministrazione Marcucci e chiuso da una maxi operazione dei carabinieri. Molti degli ospiti, fin dal primo insediamento, avevano fedine penali corpose, comprensive di spaccio internazionale di droga e traffico di armi. Non esattamente pesci piccoli, insomma. Tanto che la Lisca fu aperta contro il parere dell’ufficio immigrazione della Questura di Lucca.

«Se vai a Settat - è una delle voci raccolte - ti accorgi subito che non trovi ragazzi con più di 14 anni. È la seconda, ma anche la terza generazione. I genitori e di parenti, più di uno passato dalla Lisca, in molti casi sono rientrati in Marocco. Ora tocca ai giovani».

Lasciano le gonne della mamma e si ritrovano catapultati a Viareggio, in una rete che li controlla in tutto e per tutto, manovalanza da soldi facili e un paio di sneakers alla moda. «Quando mettono piede in Italia - è un altro pezzo di racconto - vengono dritti a Viareggio». Per tutti c'è un primo mese per così dire di "rodaggio": "Vivono nella pineta di Levante e devono tirare su i soldi spacciando, prima di tutto quelli per l'avvocato».

Èd eccolo il terzo “pezzo”: «C'è un legale, in città al quale ciascun clandestino deve sborsare dopo il primo mese di permanenza ottomila euro. Praticamente i primi soldi che tira su vanno al legale. Lui fornisce il biglietto da visita e quando i clandestini vengono fermati devono fare il suo nome».

Fondamentale, inoltre, è il giro delle schede telefoniche, «tante», del quale il giro dispone con estrema facilità. Chi li porta si assicura che i ragazzi possano disporre di cellulari e schede da cambiare.

Nonostante la vita che fanno, braccati dalle forze di polizia e spesso - soprattutto nei primi mesi - costretti a dormire all’aperto - la maglietta di marca o la scarpa alla moda appaiono subito come uno status raggiunto.

E da qualche tempo, così si racconta nella zona, molti degli appartamenti di piazza Dante sarebbero affittati agli spacciatori a prezzi che nessuna famiglia italiana potrebbe permettersi. Anche perché chi può sta lasciando il quartiere per trasferirsi altrove. (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web