Il Tirreno

Versilia

Odori ammorbanti, una donna finisce al pronto soccorso

di Beatrice Faragli
Odori ammorbanti, una donna finisce al pronto soccorso

Mal di gola e occhi irritati per decine di cittadini. Arpat: colpa della torba in terreni che bruciano a Massarosa

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VIAREGGIO. «Colpa della torba che brucia». E certo anche gli incendi appiccati nella pineta di Levante per mano di un piromane, hanno fatto la propria parte in una situazione già critica. 

Se i cittadini di Viareggio da giorni sono assediati da cattivi odori ed esalazioni che irritano occhi e gola, è per «la combustione di torbe a Massarosa».

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Così mette nero su bianco Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che ieri mattina ha inviato una comunicazione al sindaco di Massarosa, Franco Mungai, per porre fine a quella che molti residenti di Viareggio, dalla periferia al centro, definiscono come una tortura. Lo sa bene una donna di Bicchio che è finita al pronto soccorso con problemi respiratori e gola in fiamme, e che ieri ha denunciato il patimento ai carabinieri. Nella stessa mattinata Mungai ha firmato l’ordinanza di allagamento dei campi trasformati in una sorta di brace. «I tre proprietari - spiegano dall’ufficio ambiente di Massarosa - entro tre giorni devono allagare i campi». Il conto alla rovescia è partito ieri. «Se non intervengono - sottolinea il funzionario comunale - rischiano il penale. A quel punto, in accordo con il Consorzio di bonifica, dovremmo intervenire noi».

La torba, con una forte componente organica, ha cominciato a trasformarsi in una sorta di brace, sotto il terreno, dopo l’incendio di cannelle scoppiato venerdì scorso. «Come succede in questi tipi di roghi, purtroppo il fuoco si è esteso alla parte sommersa del terreno». Alla torba, appunto. E qui sono cominciati i dolori per chi dorme a Viareggio. L’aria è diventata irrespirabile di notte e adesso i cittadini chiedono di sapere cosa rischiano. In decine segnalano mal di gola e occhi irritati. Per qualcuno però, è andata anche peggio. «Mia madre, 64 anni, si è sentita male, respirava a fatica. Stamani (ieri,ndr) è andata al pronto soccorso e poi ha denunciato tutto ai carabinieri» spiega Aura Tomei raccontando della madre che vive a Bicchio. «In tutta la zona - va avanti - l’aria è irrespirabile. E non si respira nemmeno dove sto io, al Campo d’Aviazione». Hanno dovuto respirare l’odore acre di bruciato per almeno quattro notti anche al Varignano. «Sono stata costretta a dormire in centro da una mia amica. Vogliamo sapere con certezza cosa abbiamo respirato, qui c’è in ballo la nostra salute» spiega Sara Patalani. «L’altra sera (lunedì, ndr) l’odore era così potente - racconta Emilio Pezzini, dal Cotone - che sono sceso giù pensando fosse scoppiato un incendio. Perché nessuno è intervenuto finora?». E ancora: «Da un paio di giorni mi sveglio con il mal di gola» scrive al TirrenoRossana Bergamini del Varignano. Le segnalazioni al giornale sono state moltissime in questi giorni. «Siamo spaventati e anche stufi» scrivono le persone. «Oltre al fastidio per gola e occhi - sottolinea Ornella Favaro, ancora dal Varignano - c’è il timore di qualcosa di serio per la salute».

Stefano Pieroni, del dipartimento prevenzione igiene e sanità pubblica dell’Asl, spiega che le esalazioni possono essere irritanti e che occorre intervenire con urgenza per fermare i fumi, ma anche che «non possono essere fatte valutazioni senza prima conoscere la concentrazione e il tipo di inquinanti presenti nell’aria». Per questo, così informa Pieroni, l’Asl ha chiesto ad Arpat di «effettuare dei campionamenti».

Il cattivo odore è arrivato un po’ ovunque a Viareggio. Anche vicino a piazza Mazzini, come ci racconta una residente, Lisa Gattai - che ha «gli occhi arrossati tutte le mattine da quando c’è la puzza» - e persino in Darsena. «Noi - scrive poi Egisto Sani - abitiamo in via Foscolo, vicino a piazza Shelley, e siamo preoccupati per questo odore penetrante e acre».

Già in passato i cittadini di Viareggio, specie quelli delle zone periferiche, avevano dovuto fare i conti con i cattivi odori. E già in passato Arpat aveva indicato nella torba che brucia l’origine del problema. Alcuni residenti però non ci credono. «Quello che sentiamo non è certo torba che brucia» tagliano corto.

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