Toscana
La scelta di Alessio, 19 anni: «Io con le mie pecore lavoro e sono felice» - Video
Massarosa: a 17 anni ha lasciato gli studi e ha comprato un gregge. Adesso produce latte per un noto caseificio pisano
MASSAROSA. Alessio Marocco, 19 anni, originario di Bozzano (una piccola frazione del Comune di Massarosa), ha sempre saputo che vivere a contatto con la natura sarebbe stato nel suo futuro: molto prima di diventare un pastore, scelse infatti l’istituto agrario di Lucca.
Si era iscritto al Brancoli Busdraghi ma è riuscito a frequentare solo due anni: si è reso conto che lo studio non faceva per lui e ha deciso di mollare: «I libri non sono mai stati il mio forte - ammette - mi applicavo ma mi sembrava di non arrivare a niente e ho deciso di lasciare».
Non avere una prospettiva lavorativa stabile sembrava fosse il suo destino: ha fatto molti lavoretti saltuari ma Alessio non è uno che si dà per vinto: «Non sapevo bene dove sarei finito. Nella mia classe c’era il figlio di un pastore che ha un gregge a Farneta - racconta - aveva bisogno di una mano ogni tanto e mi sono proposto. Lui mi ha insegnato tante cose, io in cambio gli guardavo gli animali. Quando ho iniziato non avrei mai creduto che mi sarebbe piaciuto così tanto e invece...».
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Alessio, occhi azzurri intensi e barbetta rossa incolta, si è lasciato affascinare dagli animali, dai ritmi di lavoro (duri, dice) scanditi dalle stagioni: i suoi sforzi finalmente avevano un senso.
«Mentre andavo dal pastore facevo anche alcuni lavoretti - dice - ma il mio unico obiettivo ormai era diventato avere degli animali miei di cui prendermi cura. Ho risparmiato all’incirca un migliaio di euro e mi sono comprato le mie prime dieci pecore. Era novembre del 2014 e finalmente avevo il mio gregge. Non mi sembrava vero».
Ma non è tutto oro quello che luccica: Alessio all’inizio della sua carriera da pastore ha dovuto scontrarsi con i genitori, con cui ancora vive, che non erano affatto contenti del suo lavoro: «Loro non mi hanno proprio messo i bastoni tra le ruote - dice - pensavano che le mie scelte fossero premature e che avrei dovuto aspettare per capire se era veramente quello che volevo essere. “Devi studiare” mi dicevano: solo in quel modo avrei potuto avere un futuro. Ma si sono dovuti arrendere alla mia passione: vedevano l’entusiasmo che mettevo nel gregge e hanno cominciato ad aiutarmi».
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Le sue prime dieci pecore erano a Bozzano. Adesso ne ha ben cinquanta, tutte a Barbaricina, una zona alla periferia di Pisa. Ogni i giorno parte da casa dei genitori per curare (“rigovernare”, come dice lui) gli animali.
«Sono a mezzadria da un pastore che ha un altro centinaio di capi. Quindi il lavoro non mi manca sicuramente. Il mio sogno sarebbe quello di creare un allevamento tutto mio e produrre formaggio».
Il latte che produce Alessio al momento arriva direttamente nelle vasche del caseificio Busti di Fauglia.
Alla domanda su qual è stato il momento che più lo ha reso orgoglioso da quando fa il pastore lui non ha dubbi: «Mi piace tutto: pulire le stalle, portarle fuori a mangiare, mungerle e tosarle ma l’emozione più grande è quando nascono i piccoli - dice - Tutti mi dicevano che da solo non ce l’avrei fatta e invece stringere quella nuova vita tra le braccia è stata la conferma che potevo cavarmela, che questo è davvero ciò che voglio fare nella vita. Il branco mi è cresciuto davanti e per me questo vale più di qualunque altro attestato, anche del diploma».
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