Sicurezza
I balneari rassegnati al rischio divieti «Speriamo nel sole»
Gli imprenditori incrociano le dita e chiedono di fare presto «L’acido peracetico va sperimentato quando ci sono i turisti»
VIAREGGIO. Rispondono al telefono mentre sono indaffarati a seguire i clienti. E già questo è un segnale che, tutto sommato, la stagione va bene così. Ma per chi lavora col mare il rischio di divieti di balneazione è ancora dietro l’angolo. A maggior ragione dopo che il vertice di ieri a Camaiore ha prodotto il risultato sperato solo a metà.
C’è stato sì il via libera alla procedura d’urgenza per i lavori di installazione degli impianti anti-inquinamento. Ma, per quanto i tempi vengano accorciati, sarà difficile vederli in funzione prima di Ferragosto. Forse si andrà a fine mese, forse a settembre secondo i più scettici. Insomma: c’è stato l’ennesimo slittamento dei lavori. A quasi due anni dalla firma dell’accordo in Regione, che sembrava poter portare una soluzione in tempi decisamente più brevi.
«È positivo che sia stata dichiarata la procedura d’urgenza per la sperimentazione del peracetico - afferma Pietro Guardi, presidente dei balneari di Viareggio - sarà importante scongiurare lo “scollettamento” della stagione estiva. Rimane comunque una soluzione tampone, è fondamentale che tutti gli enti coinvolti portino avanti l’accordo di programma per il potenziamento dei sistemi di depurazione».
Tra i più battaglieri sull’argomento è il presidente dei balneari di Lido, Luca Petrucci. Che rappresenta la voce di chi, da anni, si vede appioppare divieti di balneazione sul lato lidese della Fossa dell’Abate. «Se gli impianti dell’acido peracetico fossero pronti a Ferragosto - dice Petrucci - sarebbe manna. Ma dubito fortemente che sarà così. Visto come sono andate le cose, qualche ritardo ci sarà sicuramente. L’aspetto positivo è che ci sarà la procedura d’urgenza, altrimenti si sarebbe finiti in autunno. Ora non ci resta che sperare nel sole, in modo da non avere brutte sorprese». Come ormai è noto, è la pioggia battente che trascina fino al mare i liquami finiti in fiumi e fossi. Causando gli stop alla balneazione. Quindi, finché il tempo è clemente, la Versilia è al riparo da brutte sorprese. «E allora speriamo che non piova più - dice Francesco Verona, presidente dei balneari di Marina - o almeno che non vengano acquazzoni».
Va detto che i balneari sono consapevoli dei limiti del “progetto peracetico”. Una soluzione tampone, si è sempre detto; un palliativo che potrebbe anche non funzionare. Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha ribadito ieri che prima l’acido verrà usato nelle idrovore degli impianti di depurazione, e solo dopo un periodo di tolleranza si comincerà a utilizzarlo anche nei fiumi stessi. Ma al primo valore sballato, ha ribadito Del Dotto, si chiude tutto.
«I dubbi sul peracetico ci sono, è inutile nasconderlo - afferma Francesco Verona - qui a Pietrasanta c’è stato un dibattito feroce se fosse opportuno o no gettarlo nei corsi d’acqua. Staremo a vedere». Per Luca Petrucci, «qualsiasi soluzione tampone, compresa questa, sarà nel mirino di tutti. Com’è giusto che sia. E bisogna considerare che, al primo passo falso, si tornerà al punto di partenza. La nostra vera bussola deve essere la realizzazione da parte di Gaia dell’intera rete fognaria, che eviti la commistione tra le cosiddette “acque bianche” e le “acque nere”, cioè i liquami». Commistione che, quando piove, porta le acque nere laddove non dovrebbero essere. Con il risultato che i tecnici Arpat riscontrano valori non conformi di escherichia coli alle foci dei fiumi. (m.t.)
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