Gioco
Potrebbero farla franca i bulli del pattino
Non sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza del bagno. Se scoperti potrebbero rischiare fino a 4 anni di reclusione per violenza privata
LIDO. La Capitaneria è in alto mare: ancora non c’è nessuna traccia dei ragazzi che, per fare una bravata, hanno costretto un disabile di 46 anni a salire su un pattino per essere spinto in mare alla deriva.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13835658:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/07/18/news/disabile-spinto-alla-deriva-sul-pattino-ritrovato-dopo-ore-1.13835658]]Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini delle telecamere di sorveglianza del bagno dove è avvenuto il fatto, l’Ariston di Lido di Camaiore. Malgrado siano state installate telecamere all’ingresso, sulla piscina e nell’area ristorante dello stabilimento balneare non c’è un solo fotogramma che faccia risalire all’identità dei suoi aguzzini. Niente: non un movimento sospetto, non una persona che sia passata davanti all’obiettivo del circuito chiuso.
L’ipotesi che si sta facendo largo nelle ultime ore è che i ragazzi siano entrati da qualche altro stabilimento balneare e che poi si siano spostati all’altezza dell’Ariston per compiere la triste bravata.
Dalla Capitaneria di porto fanno sapere che le indagini proseguono anche con l’aiuto delle altre forze dell’ordine ma che al momento non ci sono novità di rilievo.
I ragazzi potrebbero quindi farla franca, almeno che la vittima non riesca a identificarli. Per loro è configurabile il reato di violenza privata dato che hanno costretto l’uomo con la violenza e con le minacce a salire sopra al pattino per essere liberato in mare. Il reato prevede quattro anni di reclusione ai quali potrebbe essere anche applicata un’aggravante dato che è stato un gruppo ad agire e non un singolo. Ma la Capitaneria non si sbilancia anche per non compromettere le indagini.
L’uomo soccorso, nato a Camaiore ma residente a Pistoia, era stato ritrovato alla deriva la mattina di domenica da un diportista che ha dato l’allarme.
Il naufrago, descritto come trascurato ma in condizioni mentali abbastanza lucide, era stato trasportato domenica mattina al Pronto soccorso per accertamenti, lì ha raccontato che due ragazzi giovani lo avrebbero costretto a salire sul pattino, poi lo avrebbero sospinto verso il largo e lo avrebbero lasciato lì. L’uomo, che ha una forte disabilità al braccio, non è riuscito a tornare verso la riva e si era abbandonato sulla barchetta, fino a che non è sato ritrovato la mattina dopo.
Resta ancora da capire se, oltre a questo, l’uomo sia stato vittima di altri atti di bullismo prima dell’abbandono in mare.
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