Il Tirreno

Versilia

Disabile spinto alla deriva sul pattino: ritrovato dopo ore

di Donatella Francesconi
Disabile spinto alla deriva sul pattino: ritrovato dopo ore

Lido di Camaiore: l’uomo ha raccontato di essere stato costretto a salire sul natante da due giovani. Il sindaco Del Dotto: un gesto vile

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CAMAIORE. La segnalazione alla Capitaneria di Viareggio è arrivata da un diportista che, ieri mattina, ha avvisato il pattino alla deriva con una persona a bordo, un chilometro circa al traverso dello stabilimento balneare Ariston Mare, a Lido di Camaiore. La stessa Capitaneria alla quale si è rivolto lo stabilimento nello scoprire - al momento di aprire la spiaggia ai clienti - la scomparsa di uno dei due pattini utilizzati per il salvataggio in mare.

Ora la guardia costiera - come spiega il comandante Davide Oddone - punta sui riscontri delle telecamere a circuito chiuso per ricostruire cosa abbia portato un uomo di 46 anni, nato a Camaiore ma residente a Pistoia, in mare su un pattino che non avrebbe potuto controllare a causa di problemi seri ad un braccio. Il “naufrago” - trasportato in Pronto soccorso per accertamenti - ha fornito una versione che i militari dovranno accertare anche con l’aiuto di eventuali immagini. Sarebbero stati due ragazzi, giovani - queste le parole utilizzate dall’uomo - che intorno all’alba, come si legge nella nota diffusa dalla Capitaneria, «lo avrebbero costretto a salire sul pattino e spinto verso il largo». Da dove non sarebbe stato in grado di rientrare a riva.

L’uomo soccorso - è ancora il comunicato della guardia costiera - aveva un «aspetto trascurato ma era in condizioni mentali abbastanza lucide». Se la versione data ai militari sarà confermata dalle indagini, l’atto dei due giovani assume la caratteristica del bullismo e forse qualcosa di più, dato che la vittima spinta in mare non avrebbe potuto oggettivamente fare da sola rientro con il pattino a remi. E avrebbe potuto correre seri rischi.

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«Sto seguendo la vicenda e mi sono subito messo in contatto con le autorità intervenute: attendo le ricostruzioni e le informazioni ufficiali», interviene così il sindaco Alessandro Del Dotto. Che continua: «Le dichiarazioni rese dalla vittima lasciano trapelare una storia orribile, impastata di disumanità e delinquenza. Questa storia è una sconfitta per la nostra società. Approfittare delle condizioni di handicap fisico di una persona è sempre un gesto vile e deprecabile e rappresenta senza dubbio il peggio che purtroppo esiste ancora nella società nella quale viviamo, nella quale le istituzioni, le famiglie e le associazioni sono quotidianamente impegnate ad affermare l'uguaglianza dei diritti e l'abbattimento delle barriere architettoniche, sociali, lavorative ed educative. Alle autorità di polizia giudiziaria spetta, ora, il compito di individuare i responsabili e, ricostruita la vicenda in modo chiaro e definitivo, affidare il tutto alla giustizia».

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