Sicurezza
Interrompe l'opera per il sindaco, Veronesi non si pente: «Ho agito da artista»
E alle critiche risponde: «La Fondazione Puccini sono io»
VIAREGGIO. Invoca la «sensibilità, l’emotività da artista» spiegando che «dirigere non è un fatto meccanico di muovere un braccio»: il giorno dopo di Alberto Veronesi, presidente della Fondazione Festival Pucciniano e direttore d’orchestra alla prima della Tosca («gratuitamente»), interrotta con la lettura di un comunicato dello stesso Veronesi per collegare la strage di Nizza alla «profondissima prostrazione per l’attacco all’istituto della democrazia che si è perpetrato nel Comune di Viareggio». Attacco alla democrazia così sintetizzato: «Si è ritenuto di sostituire con un commissario prefettizio il sindaco Giorgio Del Ghingaro, indiscusso vincitore delle scorse amministrative».[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13825512:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/07/16/news/veronesi-interrompe-la-tosca-per-il-sindaco-1.13825512]]
Dalla Fondazione al mondo politico tutti la criticano. Lei, invece, sembra convinto del passo fatto...
«Ho voluto elevare la mia vibrante protesta - e lo ha fatto prima di me Muti quando dalla Scala tuonava contro i tagli alla cultura - per la questione della stabilità politica di questa città. Viareggio non può essere violentata dalle forme di fazioni avverse provenienti da ambiti diversi, con l’unico scopo di togliere stabilità a Viareggio che ne ha tanto bisogno».
L’abbinamento con la tragedia di Nizza è stata, però, una nota davvero stonata. Non crede?
«L’abbinamento attiene alla mia sfera di emozioni. Sono due vicende che mi hanno profondamente choccato. Già dalla sera prima avevo negli occhi le immagini del sangue di Nizza».
Comprensibile...Ma che c’entra la vicenda politica viareggina?
«Non può non choccare una sentenza che ritengo un grave vulnus della democrazia».
Tutte le sentenze sono sentite come un danno dagli interessati...
«Io faccio politica e sono stato candidato a Milano nelle recenti comunali. Sappiamo tutti che i candidati hanno accesso ai seggi. Chiunque sa come funzionano le elezioni, chiunque sa che ai seggi c’è gente che va e che viene e tutti possono sottrarre schede vidimate ed inficiare la tornata amministrativa. Di fatto la sentenza del Tar indica che si può fare, sapendo che poi i giudici amministrativi annulleranno le elezioni».
Se non vi fosse stato in teatro per caso, come spiegano alla Fondazione, il suo collega Lorenzo Castriota lo spettacolo sarebbe stato interrotto. O no?
«Intanto la Fondazione sono io. La Fondazione Festival Pucciniano è seduta davanti a lei in questo momento. Castriota ha un contratto da mio sostituto e quindi deve essere in teatro. Se non c’è scritto nel contratto, comunque, questa è la legge del teatro».
Il vice presidente Alberto Pisanelli ha preso le distanze dal suo comportamento con una dichiarazione all’agenzia Ansa: cosa risponde?
«Che ognuno si prende le responsabilità che crede. Di fatto lui come tutti gli altri dovranno dare le dimissioni domani (oggi per chi legge, ndr) data per la quale ho appena convocato consiglio di amministrazione e consiglio di indirizzo. Dimissioni dovute all’arrivo del commissario».
Ma non vi siete già tutti dimessi come da comunicato del Comune di venerdì?
«Io ho continuato a firmare gli atti».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13831031:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/07/17/news/tosca-e-il-rispetto-che-non-c-e-il-commento-1.13831031]]Lo rifarebbe?
«L’artista deve essere libero. Non siamo esseri che possiamo venire addomesticati. Voglio ricordare Christian Thielemann, (direttore d’orchestra tedesco, considerato il top nel mondo, ma contestato per le su posizioni politiche conservatrici, ndr) che ha interrotto un concerto per protestare con forza contro il Governo. Bene: io ho voluto protestare per lo choc psicologico dell’immediato commissariamento deciso dalla Prefettura senza alcuna necessità perché la città non era ingovernabile».
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