Il Tirreno

Versilia

Incaba, il tribunale boccia il concordato

A breve il giudice di Lucca dichiarerà il fallimento che non avrà effetti sui dodici dipendenti

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CAMAIORE. Bocciato il concordato, Incaba verso il fallimento.

Nei giorni scorsi la maggioranza dei soci creditori dello storico negozio di giocattoli che ha una sede anche nella zona periferica di Camaiore ha respinto la richiesta di concordato presentata dai vecchi titolari dell’azienda (il debito è stimato intorno ai 5 milioni di euro).

A breve il tribunale di Lucca dichiarerà quindi il fallimento, che però non avrà alcun riflesso sui due punti vendita di San Concordio di Lucca e della via Provinciale a Camaiore.

Nel luglio scorso, infatti, la Giochi srl (azienda che fa capo al colosso del giocattolo guidato da Enrico Preziosi) ha rilevato i rami d’azienda dei due negozi dai vecchi proprietari, mantenendo però il nome Incaba. Pertanto i due punti vendita e i dodici lavoratori in essi impiegati non saranno toccati dalla prossima apertura della procedura fallimentare che invece coinvolge la vecchia gestione, la famiglia Paoli.

Il commissario giudiziale nominato dal tribunale è il dottor Luca Musso di Pietrasanta.

Giochi Preziosi, leader italiano dei balocchi, ha di fatto salvato Incaba dal fallimento, acquisendo nel marzo del 2015 la quasi totalità delle quote della nuova società creata in accordo con la famiglia Paoli, di cui lo stesso Preziosi è un amico intimo da molti anni e uno tra i maggiori distributori: è stato l’inizio di un nuovo percorso a fianco di una catena di rilievo nazionale.

La procedura di concordato in continuità era stata avviata nel 2014 ed era proseguita fino al maggio 2015, ma dato che non aveva dato i risultati sperati la proprietà cedette i rami d’azienda e avviò una richiesta di concordato in liquidazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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