Il Tirreno

Versilia

Spiagge all’asta presidio a Lido in attesa del verdetto

di Beatrice Faragli
Spiagge all’asta presidio a Lido in attesa del verdetto

Oggi è prevista la sentenza della Corte di giustizia europea per decidere sulla proroga delle concessioni fino al 2020

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LIDO. Nel giorno in cui è attesa la decisione della Corte di giustizia europea sulla validità o meno della proroga al 2020 che riguarda le concessioni delle spiagge, i balneari organizzano un presidio al pontile di Lido dalle 16 alle 18.

Oggi, salvo sorprese, ci sarà la sentenza della Corte di Giustizia. E chi vive attraverso la spiaggia e il turismo, aspetterà il verdetto con un presidio: «Per continuare a combattere contro le aste della Bolkestein e per informare correttamente i cittadini di come il governo tratta le piccole imprese familiare dei balneari» spiega Emiliano Favilla, del Comitato salvataggio imprese e turismo italiano.

«Nel 2006 - scrive proprio Favilla ricordando il punto di partenza del travaglio per i balneari - la Comunità europea approva la direttiva servizi Bolkestein che non riguarda il settore delle concessioni demaniali, in quanto beni e non servizi. Purtroppo per la negligenza di tutti i parlamentari europei e dei vari Governi italiani, si intenderebbe applicare la Bolkestein con la messa all’asta delle concessioni». Gare pubbliche, chiamate impropriamente “aste”, che assegneranno una nuova validità alle 30.000 concessioni delle spiagge in Italia, tra cui le 429 versiliesi.

Nel caso in cui la Corte di giustizia europea, nel pronunciamento atteso per oggi, dovesse bocciare la proroga al 2020 delle concessioni, si tornerebbe alla scadenza originaria del 31 dicembre 2015. «Saremmo degli abusivi» dice Favilla. Ma il ministro agli Affari regionali Enrico Costa, durante il vertice a Roma del 7 luglio scorso con le associazioni sindacali, ha assicurato che, nel caso di un no alla proroga, il Governo adotterà un provvedimento d’urgenza. In sostanza un decreto legge affinché i bagni non diventino abusivi.

«Siamo tutti in attesa della sentenza ma - mette in chiaro Favilla - per noi nella migliore delle ipotesi resterà il grande problema, che è quello delle aste. Una sentenza positiva di fatto sposta soltanto il problema più avanti nel tempo, al 2020. A noi - sottolinea - non piace aspettare in silenzio, per questo abbiamo organizzato il presidio: perché qualunque sia la sentenza, il problema per i balneari resta. Da parte del ministro Costa c’è la volontà di prorogare la scadenza delle concessioni nel caso di un pronunciamento negativo. Pur non essendo abusivi saremmo comunque solo in attesa di una legge quadro per finire alle aste. Il vero nodo da sciogliere per noi è il dopo. Costa farà una proroga, e poi? È questo che va risolto. Ci sentiamo abbandonati dal Governo. Con grossi sacrifici e nel rispetto delle normative e delle leggi in vigore, i piccoli imprenditori hanno creato nel tempo occupazione dando un’importante impulso all’economia legata al turismo. Oggi - conclude Favilla - la politica dice di aver compreso il problema dei balneari ma invece di andare in Europa a difendere le ragioni delle piccole imprese familiari, come hanno fatto Spagna, Portogallo e altri, intende trovare soluzioni impossibili proponendo le aste della Bolkestein».

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