Sicurezza
Il Tar dà il via libera: campo rom da sgomberare
Respinto il ricorso presentato dagli abitanti dopo l’ordinanza di Del Ghingaro Le famiglie non lasciano le loro case, sarà necessario l’intervento dei vigili
TORRE DEL LAGO. Via libera allo sgombero del campo rom di Torre del Lago. Il Tar ha respinto il ricorso presentato dagli abitanti dell’area di via Cimarosa contro l’ordinanza sindacale che, notificata il 23 giugno scorso, lasciava due giorni di tempo alle famiglie per liberare il campo.
La comunità rom ha impugnato il provvedimento firmato dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, ma ieri, dopo una prima sospensione concessa in attesa della camera di consiglio del 12 luglio, il Tar ha respinto il ricorso. Tra le motivazioni c’è «la situazione igienico-sanitaria descritta nella relazione dell’Asl che appare tale - si legge nel pronunciamento - da richiedere uno sgombero dell’area». A nulla quindi è valso lo sforzo delle famiglie rom di ripulire il campo in queste ultime settimane.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13737329:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/06/29/news/il-tar-rinvia-lo-sgombero-del-campo-rom-1.13737329]]Nel documento dell’Asl a cui fa riferimento il Tar, si parla di abbondanti liquami, maleodoranze, rischio infettivo, rifiuti e cavi elettrici appoggiati sul terreno che passano da roulotte in roulotte.
Lo smantellamento era stato bloccato proprio dal Tar il 28 giugno scorso - dopo la richiesta degli abitanti presentata attraverso i legali Elisa Vannucci Zauli e Valentina Ceragioli - al fine di concedere più tempo alle famiglie per lasciare l’area in via bonaria, senza l’intervento delle forze dell’ordine. Intervento che invece, a questo punto, sarà necessario.
Dopo la sentenza del Tar di martedì scorso che ha annullato le elezioni, decretando il ritorno alle urne, è però possibile che i tempi per lo smantellamento si allunghino. L’ordinanza tuttavia è immediatamente eseguibile. Mancano un ulteriore passaggio in Prefettura, visto che sono coinvolti dei minori, e l’organizzazione dell’intervento, in capo ai vigili urbani con la collaborazione delle forze dell’ordine, ma sulla carta lo sgombero forzato potrebbe arrivare in qualsiasi momento, anche se Viareggio non ha più il sindaco.
«La responsabilità delle condizioni igienico-sanitarie critiche in quella zona - commenta l’associazione Berretti Bianchi, in prima linea nella cura delle famiglie rom - non è di chi vive in quel campo ma delle amministrazioni comunali, che non sono mai intervenute. E adesso queste persone andranno a vivere in condizioni ancora peggiori. È stata una scelta politica. Noi siamo per i ponti, non per i muri, invece l’amministrazione ha rifiutato ogni confronto. Vigileremo sul fatto che ad ogni famiglia sia garantita un’alternativa dignitosa». Associazioni e abitanti stanno valutando se fare appello al Consiglio di Stato.
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