Il Tirreno

Versilia

Del Ghingaro per ora tace ma si ricandiderà

di Luciano Menconi
Del Ghingaro per ora tace ma si ricandiderà

Su Facebook rivendica il lavoro fatto e nasconde le sue intenzioni però non ha alternative: solo da sindaco di Viareggio può contare politicamente

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VIAREGGIO. «Lascio agli altri la responsabilitá di riaprire una fase di crisi economica, politica e sociale, che ci eravamo lasciati alle spalle. Io sto dalla parte di una cittá che ha dimostrato di saper tornare a correre». Giorgio Del Ghingaro parla – anzi scrive - così all’indomani della sentenza del Tar che ha annullato la sua elezione a sindaco di Viareggio. Nella sua pagina Facebook, il sindaco è volutamente sibillino. Non dice, come aveva più volte preannunciato, «vi saluto tutti, me ne vado, considero chiusa la mia esperienza versiliese». Ma non dice neppure il contrario: «Con la sentenza del Tar torna tutto in discussione», «io rimango fermo sulle cose fatte», «oggi la comunità di Viareggio deve stringersi forte intorno all'orgoglio del cambiamento iniziato perché i grandi processi democratici partono sempre dal basso e nessuna sentenza può fermarli», «abbiamo fatto insieme un bel pezzo di strada verso la speranza e sempre insieme continueremo il cammino».

Che vuol dire? L’interpretazione autentica non c’è perché anche ieri Giorgio Del Ghingaro non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ma tra le righe di quel post è facile leggere un atteggiamento assai diverso da quello che aveva esibito nelle settimane scorse. L’ipotesi di accettare la ripetizione della sfida elettorale è tutt’altro che negata. Anche perché, a ben vedere, non ha molte alternative. Del Ghingaro, candidandosi a Viareggio, aveva fatto una di quelle scommesse da cui difficilmente si torna indietro: sapeva che mettendosi contro il Pd, in una terra lontana e assai diversa dalla sua Capannori, si giocava il suo futuro politico. La scommessa l’ha vinta, gettando le basi per interpretare un ruolo politico in grado di oltrepassare i confini versiliesi. Ha fondato un movimento politico (Buon Vento) che vanta più adesioni degli iscritti al Pd viareggino, si è messo nelle condizioni di poter contrattare il suo rientro nelle file del Partito democratico, si è proposto come soggetto capace di entrare con un peso specifico non irrilevante nelle dinamiche precongressuali del Pd toscano che più che in qualsiasi altra regione italiana vivrà drammaticamente la contrapposizione tra Enrico Rossi e Matteo Renzi. Per non parlare di come potrebbe incidere sulle vicende lucchesi, dove la sola presenza fisica del suo movimento (vedi la sede da poche settimane affittata in centro città) alimenta chiacchiere e tensioni in vista delle scelte che il Pd in quella città dovrà compiere nei prossimi mesi.

Tutto questo un conto è immaginare di farlo da sindaco di un comune importante come Viareggio, un conto è farlo senza esercitare il potere che ne deriva. Per questo Del Ghingaro non può rinunciare alla guida del Comune, non ora, non in queste condizioni. Tanto più che, almeno sulla carta, il bacino potenziale di voti su cui potrebbe contare (8.424) è notevole. Il centrodestra stavolta non sarà facile da battere, visto che è evidente che lavorerà per convogliare tutti i voti ottenuti da Alessandro Santini al primo turno dell’anno scorso (3.572) su Massimiliano Baldini (5.455). Ma proprio per questo diventa impossibile immaginare un non accordo tra Del Ghingaro e il Pd, il partito cioè che dal primo gennaio è pronto a restituirgli la tessera, a cui appartiene la senatrice Manuela Granaiola che è tra le artefici principali della sua candidatura e che sa che senza di lui potrebbe andare incontro a un’altra sconfitta.

«Ora il centrosinistra si prenda il tempo che serve per una valutazione oggettiva della situazione politica che si è venuta a creare» ha commentato il senatore Andrea Marcucci. «Mi auguro che da parte di tutti (compreso il Pd) ci sia una profonda riflessione su quanto è doveroso fare nell'interesse della città» ha ribadito la senatrice Granaiola. «Mi auguro che Del Ghingaro si ripresenti e che stavolta sia il candidato di tutte le forze politiche del centrosinistra» ha detto chiaro e tondo il presidente della Provincia Luca Menesini. Parole che in molti, anche nell’entourage di Del Ghingaro, leggono come l’avvio di un dialogo ineludibile.

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