Lutto
Viareggio, il Tar annulla le elezioni per 675 schede che non si trovano
Vidimate e non utilizzate alla sezione 2, per i giudici avrebbero compromesso la trasparenza del risultato. Si tornerà alle urne in tutti i seggi comunali. Del Ghingaro potrebbe presentare ricorso al Consiglio di Stato
VIAREGGIO. I vizi nel voto viareggio 2015 denunciati nel ricorso al Tar dell’avvocato Massimiliano Baldini «possono assumere carattere sostanziale ed invalidante, dando comunque corpo a fondati sospetti in ordine alla attendibilità del risultato elettorale». Il Tar toscano ha annullato le elezioni amministrative (qui i risultati elettorali) che hanno portato Giorgio Del Ghingaro da Capannori fin sulle rive del Tirreno e ha disposto «la rinnovazione delle operazioni di voto relative al Comune di Viareggio».
Una sentenza tanto importante quanto devastante per l’intero sistema elettorale viareggino: «Una bella sentenza dal punto di vista giuridico - è il commento dell’avvocato Carlo Andrea Gemignani che ci ha lavorato e creduto - ma non si può non dire che Viareggio ora si confronta anche anche con questo problema». Considerazione collettiva, alla luce del nuovo periodo di commissariamento prefettizio che attende la città, almeno fino a quando non vi sarà la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, ammesso che Giorgio Del Ghingaro decida di ricorrervi. Elemento ancora sconosciuto, perché dichiarazioni dell’amministrazione non ce ne sono state per tutto il giorno della sentenza, poi l'indomani il sindaco ha parlato attraverso un post su Facebook che però non aiuta a sciogliere questo nodo. Secondo le prime indiscrezioni che trapelano dalla sua maggioranza l'orientamento del sindaco sarebbe quello di non presentare ricorso con l'obiettivo di andare quanto prima a nuove elezioni. Ma bisognerà aspettare gli atti ufficiali per avere chiarezza su quali saranno i passaggi successivi.
Intanto la sentenza dei giudici amministrativi va letta, bene, con la mente sgombra dalla politica e l’attenzione a quanto avvenuto dentro i seggi. Perché è su questo che il Tar si concentra nel prendere l’ardua decisione di rimandare una città al voto. Con passaggi che lasciano aperto lo scenario anche di una indagine della Procura della Repubblica su come sia realmente andato il voto viareggino nel maggio dello scorso anno.
Per cominciare, i sospetti intorno alla attendibilità del risultato elettorale arrivano ai giudici del Tar «sia alla luce di una non concreta utilizzazione di un cospicuo numero di schede elettorali in diverse sezioni, sia anche alla luce del possibile meccanismo fraudolente della cosiddetta “scheda ballerina” (consistente nel fare uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata, sulla quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all’elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda buona assegnategli depositano nell’urna non già quest’ultima, ma quella consegnatagli all’esterno».
Viareggio come Catanzaro, insomma, per quanto brutto sia vederselo scritto nero su bianco, ferita che brucia in quel “a Viareggio va tutto bene” che sul terreno della giustizia sembra dover risuonare sempre e comunque all’ombra dei coriandoli.
I giudici affondano la lama, consegnandoci il riferimento ad un «quadro assolutamente opaco in ordine alle modalità nelle quali si è svolta la competizione elettorale», così come sottolineato nel ricorso di Baldini. Ed ancora: nel caso dell’esito contestato, «è la stessa trasparenza del risultato elettorale ad essere compromessa». Così che «è proprio il numero elevato di schede autenticate e non votate “perso” nella sezione 2, unitamente alla sostanziale difficoltà a giustificare altrimenti la mancanza di schede, ad escludere la possibilità di limitare il rischio derivante dal ricorso alla cosiddetta “scheda ballerina alla sola sezione interessata». Che è come dire broglio libero, almeno nel sospetto che non trova motivi sufficienti per non diventare motivo di annullamento della tornata elettorale.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13810608:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/07/13/news/viareggio-elezioni-annullate-il-sindaco-con-noi-la-citta-e-ripartita-1.13810608]]Le cose non vanno meglio quando dalla sezione due delle schede (675) vidimate, non utilizzate e scomparse si passa alla numero 28. Dove, si legge nella sentenza che «la non corrispondenza tra numero dei votanti e schede scrutinate appare sintomatica, unitamente all’integrazione del verbale con “dati in possesso” del presidente e all’incredibile “balletto” dei votanti, di una complessiva inattendibilità dell’esercizio del voto e dello scrutinio».
Sulla sezione 28 il Comune di Viareggio aveva esibito una prova testimoniale che il Tar ha respinto con parole dure perché «oltre a contrastare irrimediabilmente con le risultanze delle liste sezionali e dei verbali, risulta radicata su una dichiarazione delle presidente di seggio che non è esente da contraddizioni».
Si torna al voto, dunque. Secondo il Tar. Se Giorgio Del Ghingaro ricorrerà al Consiglio di Stato, solo dopo la sentenza definitiva - così dispone una circolare del ministero dell’interno del marzo scorso - si andrà o meno a nuove elezioni, seconda quanto disporrà l’organismo superiore. Il quale, nei casi analoghi che si sono ripetuti in Italia, là dove le circostanze erano le stesse di Viareggio - ed in particolare il caso delle schede vidimate, non utilizzate e scomparse - non si è discostato dai provvedimenti emessi dai Tribunali amministrativi regionali.
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