Il Tirreno

Versilia

Voto contestato, ultimo atto Oggi la parola tocca al Tar

di Donatella Francesconi
Voto contestato, ultimo atto Oggi la parola tocca al Tar

I Giudici chiamati ad esprimersi sul ricorso presentato prima del ballottaggio Gli scenari possibili in un quadro politico molto diverso da quello del 2015

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VIAREGGIO. Oggi parla il Tar, ricordando la pubblicità di una pasta che ben si addice al pasticcio in salsa viareggina che il ricorso al Tar presentato da Massimiliano Baldini ha messo in luce. Ed allora, primo: comunque vada la sentenza, il sistema elettorale viareggino non ci fa una gran figura. A partire dalle 675 schede della sezione 2 vidimate, non utilizzate ed introvabili, continuando via via con le altre sezioni sulle quali i giudici amministrativi hanno messo al lavoro la Prefettura di Lucca per le verifiche necessarie. E senza dimenticare quei presidenti di seggio che si sono presentati alla commissione elettorale, dopo il primo turno, giustificando con cifre su foglietti portati da casa i dati che non comparivano sui verbali dalla compilazione incompleta.

Qualsiasi cosa decida il Tar, insomma, una certezza c’è già: un bel ripasso delle legge elettorale del 1960 e dei valori che gli estensori fissarono nell’Italia fresca di democrazia fa bene a chiunque si proponga per il seggio.

Che succede. Se il Tar deciderà di far tornare i viareggini alle urne in una o più sezioni di quelle oggetto del ricorso, dalla sentenza di oggi all’eventuale verdetto del Consiglio di Stato, in caso di ricorso del sindaco Giorgio Del Ghingaro, governerà un commissario prefettizio. Per un pugno di mesi, quelli necessari a conoscere il giudizio definitivo del Consiglio di Stato ed indire i comizi elettorali, quaranta giorni prima del voto.

Se, invece, i giudici amministrativi finissero per non accogliere il ricorso, in caso Massimiliano Baldini scegliesse la strada del Consiglio di Stato, lo scenario sopra descritto potrebbe verificarsi in caso di vittoria nel grado di giudizio superiore, con tempi più brevi.

La politica. In questo primo anno di amministrazione Del Ghingaro molte ne sono accadute a tutti e tre i protagonisti della tornata elettorale 2015. Giorgio Del Ghingaro diventato sindaco con la forza dell’esperienza civica (cinque liste) e la leva di un Pd a brandelli dopo la scelta di far cadere l’amministrazione Betti, ha perso però la tessera del suo partito, il Pd. La riavrà a gennaio 2017, ma da mesi ormai il dilemma è accordo o non accordo con il partito viareggino che ha per capogruppo lo sfidante al ballottaggio Luca Poletti, da settimane protagonista di un silenzio assordante.

In realtà Del Ghingaro ha detto molte altre cose, alcune ufficiali - che non si ricandiderà se il Tar darà ragione a Baldini - ed altre ufficiose, come ad esempio la rinnovata attenzione alle vicende politiche lucchesi, con il sindaco Tambellini all’ultimo anno di mandato. Se accordo sarà, l’operazione di innesto è da alta botanica: le liste civiche dovranno digerire il ritorno del partito, mentre il Pd non potrà non chiedere - ed ottenere - le teste al centro dello scontro Betti-Granaiola. In mezzo, tutto è possibile.

Dal canto suo anche Massimiliano Baldini, che era candidato per Lega, Fratelli d’Italia, liste civiche e siede in consiglio comunale come capogruppo del Movimento cittadini, non è stato con le mani in mano. Oggi l’avvocato ex coordinatore comunale di Forza Italia è il leader del centrodestra a Viareggio e gode di sostegno nazionale da più di una forza politica nello schieramento alternativo al centrosinistra. L’ultimo riconoscimento pubblico gli è arrivato sabato scorso, in occasione della nomina del nuovo coordinamento di Forza Italia. Baldini, peraltro, non ha mai nascosto il proprio pensiero sull’ipotesi di un governo della città il più ampio possibile, visto che la strada per uscire dal dissesto è ancora lunga (i cinque anni fissati dalla legge come termine minimo dai quali non c’è scampo).

Insomma, schieramenti, alleanze in divenire o già consolidate disegnano in quadro molto diverso da quello di un anno fa, nel quale va contato un Movimento Cinque stelle che con Anna Maria Pacilio in consiglio comunale sta consolidando il proprio ruolo di opposizione, pronto a farlo pesare forte del clima nazionale positivo.

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