Italia
Versiliana, senza big è un Caffè... decaffeinato
Troppa politica e nessun personaggio di primo piano: il salotto non decolla Ieri platea deserta. E partono già le prime bordate: «Siamo ai minimi storici»
PIETRASANTA. Due ministri, 2 viceministri, 1 sottosegretario per 18 politici in 3 settimane - quelli dal 10 al 31 luglio - di incontri. E poi? E poi giornalisti, esperti di settore, magistrati, economisti, medici. Il Caffè della Versiliana edizione 2016 di certo non passerà alla storia, viste le premesse, come passerella di volti noti. Un'inversione di tendenza rispetto ad un passato datato - quello di Romano Battaglia per intendersi - ma anche più recente, che già fa discutere. E riflettere.
«Conduttori non particolarmente conosciuti, ospiti tutt'altro che di prima fila, tematiche scialbe: benvenuti al Caffè della Versiliana 2016», certifica amaramente Rossano Forassiepi, capogruppo consiliare del Pd che poi inocula una dose, invelenita, di critica al nuovo corso presieduto da Piero Di Lorenzo, numero uno della Fondazione. «Le modalità dilettantesche con cui si è aperta la stagione del Caffè dimostrano ancor di più che siamo ai minimi storici della professionalità e dell’efficienza: un Caffè annunciato all’ultimo tuffo (per una conferenza stampa di presentazione convocata lo stesso giorno d'inizio degli incontri, ndr), conduttori che non hanno alcun legame con il territorio e tanto meno con la storia della Versiliana. Detto, con il dovuto rispetto, della notorietà degli ospiti, restano, a margine, un bar ancora in parte in ristrutturazione, un parterre del Caffè assolatissimo, e una nuova trovata – pesce fritto per tutti – in stile sagra paesana, come da recente proposta all'interno del parco, che poco si confà all’area che fu propria degli umori e delle passioni dannunziane».
Dicevamo dei politici: su palco troveremo esponenti dei 5 stelle - Lezzi - e del Pd - Richetti , Romano e Fiano -, di Forza Italia - Ravetto, Fiori, Bernini e Mallegni -, della Lega Nord - Siri e Borghi - e di un passato già ' glorioso' - Lupi, Mannino e Tremonti -. Oltre ai ministri: Costa e Pinotti.
Non c'è invece traccia dei big, del Governo e dell'opposizione. Forse qualcuno spunterà nel mese di agosto. O forse andranno altrove. «La nostra è stata una precisa scelta: non ci va di 'scimmiottare' tematiche e volti che passano, ogni giorno, in tv. Vogliamo essere sulla notizia, valorizzare tematiche di sostanza con persone competenti e capaci di creare un dibattito importante . Una linea in cui crediamo e che, è il nostro pensiero, incontrerà l'interesse del pubblico», era stata, nei giorni scorsi, la motivazione a corredo del nuovo corso a firma dello stesso Di Lorenzo. Ma al momento, visto che siamo in estate, ci saremmo aspettati anche qualche divagazione sul tema: non c'è traccia di sport (salvo l’incontro con Iannone), musica o intrattenimento: guerra, Germania, giustizia, la politica come passione, impresa e famiglia, banche. Temi importanti, per carità , ma che probabilmente, complice anche la scarsa notorietà di alcuni degli ospiti, non sono proprio il massimo per richiamare il grande pubblico. «Ci auguriamo che il caffè così come il Festival (a proposito, un’altra novità è la gestione separata delle cose: il Presidente si occupa del caffè e il Direttore del Teatro) possano avere - rimarca Forassiepi - un successo di critica e di pubblico, anche se i presupposti e i fatti, per ora, dicono proprio il contrario».
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