Proteste
«Buchi nel mio bilancio? Ecco come stanno le cose...»
PIETRASANTA. «Adesso basta: buchi di bilancio inventati». Dianora Poletti, ex presidente della Fondazione Versiliana, rigetta l'accusa di avere lasciato in eredità un bilancio, come sostenuto dal...
PIETRASANTA. «Adesso basta: buchi di bilancio inventati». Dianora Poletti, ex presidente della Fondazione Versiliana, rigetta l'accusa di avere lasciato in eredità un bilancio, come sostenuto dal nuovo cda della Fondazione, di 840 mila euro. «Il balletto delle cifre mi costringe a una replica, per difendere l’importante e serio lavoro svolto gratuitamente nei quattro anni del mio mandato dal precedente consiglio di amministrazione, ora messo in cattiva luce quale manipolo di personaggi. Si è parlato - scrive Poletti - di conti mai così in rosso e di presunte fatture esorbitanti non pagate, già in questo dimostrando di confondere due piani diversi: la supposta perdita e l’assenza di liquidità. Si è parlato di mancati stanziamenti in bilancio, non considerando però che il mio mandato è cessato ben prima del termine di redazione del bilancio 2015. La verità è che, quando ho assunto la presidenza nel 2011 ho rinvenuto una perdita quantificata a bilancio, per l’esercizio 2010, di 741 mila euro e un debito finanziario consolidato e certificato di 1 milione e 300 mila euro. Ho gestito una fondazione il cui fondo di dotazione era stato completamente azzerato perché consumato per le spese correnti. La decisione di portare tutto in Prefettura per la liquidazione dell’ente avrebbe potuto essere senz’altro presa allora, ma così non è stato perché si è scelto di lavorare per il futuro della Versiliana. Per mia professionalità preferisco replicare dopo avere visionato i documenti, ma questi, neppure di fronte alla nostra richiesta scritta, ci sono stati forniti dall’attuale Cda. Stando quindi alle dichiarazioni apparse sui giornali, pare che l’attuale passivo di bilancio sia formato dalla contestazione di una criticata operazione di ricapitalizzazione della Fondazione: devo osservare che il Cda aveva, al riguardo, preso atto della decisione dei soci non avendo il potere di assumere decisioni al riguardo e anzi aveva dovuto provvedere ad accantonare in bilancio ogni anno una somma di 80 mila euro sottraendola agli investimenti. Sulle utenze da rimborsare al Comune non stanziate queste erano state da me - continua Poletti - formalmente contestate, considerata la promiscuità dei consumi e la scarsa chiarezza, tanto che non avevo firmato la relativa delibera di concertazione con il Comune di Pietrasanta; se dal 16 settembre è successo qualcosa di diverso non mi è dato saperlo. Per quanto riguarda i crediti svalutati quando siamo entrati erano stati iscritti a bilancio crediti non inesigibili, ma addirittura inesistenti perché privi di pezze giustificative. Che ora si parli di crediti da svalutare tutti insieme nella stessa annualità di bilancio è, se non sospetto, quanto meno opinabile».
«Non è dato inoltre sapere come abbia operato la società incaricata della revisione né quale data abbia assunto per effettuare le verifiche contabili: mi limito a constatare - rimarca Poletti - che i revisori sembrano non avere compreso come opera una fondazione partecipata da enti pubblici, che è cosa ben diversa da una società privata. Il pagamento dei dipendenti? Ricordo che l’ultimo atto da me compiuto è stato proprio il pagamento dei contributi ai dipendenti e che le hostess e il personale di biglietteria venivano regolarmente pagati con voucher. Non ho invece potuto provvedere al pagamento anche dei professionisti che hanno lavorato per la scorsa stagione perché questi non avevano ancora emesso fattura quando il mio cda ha cessato il suo mandato. I nostri bilanci sono stati tutti gli anni approvati dal collegio dei sindaci revisori, tra l’altro stranamente mai convocato dal nuovo cda. Per far quadrare i bilanci abbiamo fatto letteralmente salti mortali e operazioni virtuose, quali la riduzione dei biglietti omaggio, l’azzeramento dei rimborsi spese per la presidenza, la diminuzione a meno della metà dei compensi per i presentatori, la riduzione a un terzo rispetto al passato dei compensi per la realizzazione del Caffè dei Piccoli. Sono comunque personalmente lieta che si stia avviando per la Versiliana un’operazione di sostanziale ricapitalizzazione, che già avevamo auspicato. Mi fa piacere apprendere del sostegno dei soci fondatori e dell’ingresso della Regione: quest'ultima durante il mio mandato aveva negato qualsiasi erogazione e poco più di un anno e mezzo fa aveva deciso con nostro sconcerto di non inserire la fondazione tra gli enti culturali di rilevanza regionale. Confido che si operi costruttivamente per il futuro della Versiliana, così da non dovermi trovare costretta a difendere il mio operato in altre sedi da ulteriori rilievi infondati». (l.b.)
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