Sicurezza
Quarantotto ore al giudizio del Tar
I giudici amministrativi devono esprimersi sul ricorso Baldini
VIAREGGIO. «Nella busta 3 (R) non sono state rinvenute le 675 schede, autenticate e non votate, mancanti», scrive la Prefettura di Lucca a proposito della sezione 2 (Lambruschini) nel verbale consegnato al Tar. Tribunale amministrativo che martedì 12 luglio dovrebbe dire l’ultima parola sul ricorso elettorale presentato da Massimiliano Baldini (Lega Nord, Fratelli d’Italia e altre liste civiche e non) terzo classificato (5.455 voti, 19,80%) dopo il primo turno delle elezioni amministrative che ha visto andare al ballottaggio Giorgio Del Ghingaro (cinque liste civiche, 8.424 voti, 30,57%) e Luca Poletti ((Pd, Federazione di sinistra, lista civica, 5.486 voti, 19.91%).
Prima della busta delle elezioni regionali era stata aperta quella delle comunali: si tratta delle due buste destinate a lasciare il seggio un minuto dopo l’uscita dell’ultimo elettore in quanto contenenti, appunto, le schede vidimate e non utilizzate. In realtà, nel procedere alle verifiche disposte dal Tar con sentenza del 20 gennaio scorso, nel caso della sezione due sono state aperte anche la busta 6 (C) e la 5-Ter (C). Posto il quesito al Tar su dove continuare a cercare le schede vidimate ma non votate e non trovate nella busta delle comunali nella quale avrebbero dovuto essere, sono stati i giudici amministrativi ad indicare alla Prefettura: si apra anche la busta 3 (R) «al fine di superare ogni incertezza circa il numero delle schede autenticate ma non utilizzate». Oggi, con il verbale della Prefettura che al Tar fotografa l’esito della verifica risolutiva, di incertezze non ce ne sono più: mancano 675 schede vidimate e non utilizzate.
I precedenti. Non è la prima volta che accade in Italia. Le sentenza del Tribunali amministrative e del Consiglio di Stato sono univoche: se nel conto schede votate/votanti alla fine si deve tenere conto del “favor voti”, quando invece si verifica la sparizione di questo tipo di schede - lo scrivono i giudici del Tar di Catanzaro che hanno annullato parzialmente le elezioni - se si riscontra «la mancanza di schede autenticate e non utilizzate» l’ipotesi ricostruttiva è che ciò «costituisca sintomo di grave illegittimità delle operazioni elettorali, potendo essa dar luogo al cosiddetto sistema della “scheda ballerina”». Sistema «fraudolento consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata non votata per essere utilizzata al posto della scheda consegnata all’elettore nel seggio». Altri giudici di Tar e Consiglio di Stato si sono espressi in ugual modo, comune dopo comune.
Gli scenari. Le sezioni che il Tar aveva chiesto alla Prefettura di verificare a vario titolo (in alcuni casi anche con il riconteggio delle schede votate) sono le numero 2, 3, 14, 28, 29, 32, 35, 46, 51. Il Tar, martedì, può decidere di accogliere il ricorso di Baldini per una o più sezioni, indicando in quali tornare al voto. A quel punto sindaco e consiglio comunale decadono e viene nominato un commissario prefettizio. Il quale resterà in carica fino alla sentenza definitiva del Consiglio di Stato (se il primo cittadino dovesse ricorrere). Solo a sentenza definitiva - è quanto ha indicato il ministero dell’interno, nel marzo scorso, sul caso di Voghera - si tornerà alle urne nella sezione o nelle sezioni che il Tar avrà indicato.
La seconda possibilità è che il Tribunale non accolga il ricorso che pure ha mandato avanti, tappa dopo tappa, con i propri provvedimenti che hanno impegnato la Prefettura a un lungo lavoro in presenza delle parti interessate. A quel punto potrebbe essere il ricorrente - ovvero Massimiliano Baldini (che è stato assistito in tutto il percorso dall’avvocato Carlo Andrea Gemignani) - a presentare ricorso al Consiglio di Stato. Se l’organismo superiore dovesse dare torto al Tar e dunque indicare la necessità di nuove elezioni in una o più sezioni, l’iter sarebbe identico ma più breve nel periodo di commissariamento prima del nuovo turno elettorale.
Va ricordato anche che all’attenzione del Tar, a proposito delle sezioni esaminate dalla Prefettura, ci sono anche quaranta schede contestate che i giudici si sono riservati di valutare in merito all’assegnazione. Cercare oggi di avere il quadro dei numeri di un possibile ritorno al voto è come giocare alla lotteria. Soprattutto non potendo immagine in quali sezioni, eventualmente, si tornerebbe ad aprire i seggi.
La tempistica. È vero: siamo ad un anno dopo e c’è comunque un’amministrazione “appesa” all’esito del giudizio. Ma Baldini presentò subito ricorso al termine del primo turno, ed il Tar lo respinse in base alle legge elettorale. E così ha fatto il Tar del Piemonte nella sentenza del 15 giugno scorso sul ricorso per le elezioni di San Mauro Torinese, citando il Tar di Firenze su Viareggio. Per cui non c’è scelta: si ricorre solo dopo il ballottaggio.
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