Sicurezza
Favorevoli e contrari: gli utenti si dividono
VIAREGGIO. Obiettivo raggiunto per chi lavora nell’area portuale. L’ordinanza di divieto è scattata dopo diverse riunione tra Capitaneria di porto, Autorità portuale e Polizia municipale con gli...
VIAREGGIO. Obiettivo raggiunto per chi lavora nell’area portuale. L’ordinanza di divieto è scattata dopo diverse riunione tra Capitaneria di porto, Autorità portuale e Polizia municipale con gli operatori e i pescatori impegnati nell’area.
E così ieri, primo giorno di divieti al Muraglione, a tirare un sospiro di sollievo sono stati proprio i lavoratori del lungomolo Marinai d’Italia. «Finalmente - commenta Alessandra Malfatti, presidente della Cittadella della pesca - è arrivata un po’ di civiltà a Viareggio. Qui il sabato e la domenica gli operatori faticavano ad uscire con i mezzi a causa delle auto parcheggiate ovunque, anche di fronte ai magazzini dei pescatori. L’area - sottolinea - è portuale, dunque è giusto e doveroso che non sia luogo di parcheggi. Finora ci sono sempre stati problemi».
Malfatti non si riferisce soltanto alle criticità riscontrate dagli operatori nei fine settimana di soste selvagge, ma anche ai mezzi di soccorso «che a causa delle macchine parcheggiate hanno spesso trovato difficoltà a transitare. L’anno scorso - racconta - una ambulanza è rimasta bloccata». Una questione di sicurezza quindi, come più volte spiegato dalla Capitaneria di porto.
Per i frequentatori assidui del Muraglione però, abituati a lasciare le auto lungo la strada che oggi è chiusa, dalle 8 alle 19, con tanto di sbarre automatiche, poteva essere trovata una soluzione diversa.
«Sarebbe bastato fare degli stalli di sosta ordinati e - dice Marco Martelli, bagnante affezionato alla Darsena in arrivo da Campi Bisenzio - multare chi non rispetta le regole. Se ci fosse un bel parcheggio libero vicino inoltre, tutti questi problemi non ci sarebbero».
«Persino metterli a pagamento sarebbe stata una scelta più giusta di questa - dice Luca Orselli, di Lucca - ma così chi viene con tutta la famiglia trova difficoltà. Dove la dobbiamo lasciare? In fondo alla Darsena?».
E ancora: «Potevano almeno lasciare aperto per scaricare la roba. Sarebbe stato un servizio - sottolinea Marco Raffaelli - per le persone che frequentano la spiaggia libera. Il regolamento andava fatto per bene, non in questo modo».
Dal canto suo invece, la presidente Alessandra Malfatti ricorda che «per andare in molte altre spiagge si fanno anche chilometri a piedi, e nessuno si lamenta. Qui esistono parcheggi gratuiti a cinque minuti di camminata, come quello della piscina comunale. Le alternative quindi ci sono».
E infine la voce di Mario Pardini, che lavora nella zona: «In quale altro porto fuori Viareggio è consentito entrare? È stato sbagliato permettere la sosta fino ad oggi». (b.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
