Il Tirreno

Versilia

Per Imu, Tari e Tasi incassi minori del previsto

di Donatella Francesconi
Per Imu, Tari e Tasi incassi minori del previsto

Le cifre dimostrano che il Comune ha ancora difficoltà ad incamerare gettito Il ragioniere capo Bartalucci: d’ora in poi ci adeguiamo alle indicazioni dei revisori

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VIAREGGIO. Il Comune ha ancora difficoltà ad incassare: è il dato che emerge dalla verifica fatta dai revisori dei conti insieme al ragionerie capo, Alberto Bartalucci. Ieri in commissione bilancio, il sindaco revisore Claudio Pucci ha snocciolato le cifre che sono emerse parlando di «situazione preoccupante». Per l’Imu l’entrata prevista ammonta a 25.000.832 euro e sono entrati 10.796.744,93 euro; per la Tari (che si paga in tre rate, ha ricordato la presidente della commissione bilancio, Stefania Carraresi) l’incasso dovrà esser di 19.320.219,32 euro e ad oggi sono arrivati 7.937,534,29 euro; sul fronte Tasi l’introito è contabilizzato in 6.165.000 euro e ne sono stati incassati 1.319.732,85 euro. Alla domanda sui motivi per i quali il Comune di Viareggio soffre ancora dell’atavica difficoltà ad incassare, l’assessore Servetti ha risposto di «non capire la domanda». Salvo poi aggiungere: «Dal primo giugno si cerca di mettere al pulito il casino che c’era. La nuova società “I Care” sta lavorando, ma diamole il tempo di ripartire».

Da qui al 31 luglio - con in mezzo l’incognita della sentenza del Tar - il passo che attende l’amministrazione Del Ghingaro ed il consiglio comunale, come hanno ricordato sia il ragioniere capo che il revisore dei conti Claudio Pucci, è la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio. In questa ottica, ha sottolineato Pucci a nome del Collegio dei revisori, «vanno evitate interventi di spesa in conto capitale e va creato il fondo di accantonamento che va a coprire gli sbilanci». Anche considerando che il quadro disegnato da Bartalucci: vi sono debiti che stanno tornando indietro dall’Organismo straordinario di liquidazione (cui spetta il “governo” del dissesto) e per i quali va prevista la copertura; ma vi sono anche debiti fuori bilancio e, ha risposto Bartalucci a Baldini, «non escludo che ve ne saranno altri».

Per completare il quadro, il ragioniere capo ha anche spiegato che per avere il dettaglio della situazione di cassa dell’Ente «serve tempo. Cerchiamo di farla al 31 marzo ma la situazione è complessa e l’Ente è affetto da carenze strutturali in ogni ufficio. Così che la tempistica della rilevazione lascia un po’ a desiderare».

Significativo quanto dichiarato Bartalucci, reduce come l’amministrazione stessa dai verbali negativi dei revisori dei conti (presidente Daniele Limberti con i colleghi Pucci e Salvatore Suriano) proprio in relazione alle scadenze che attendono l’amministrazione Del Ghingaro in materia di bilancio 2016: «Abbiamo necessità di adeguarci agli indirizzi dei revisori dei conti. Perché altrimenti facendo andiamo incontro ad una serie di controlli e rilievi da parte della Corte dei Conti. Dunque, d’ora in poi noi ci adegueremo a quello che dicono i revisori dei conti. Perché altrimenti andremmo incontro ad una responsabilità».

Carraresi, dal canto suo, ha aggiunto anche di più sulla vicenda che ha visto toni di fuoco tra sindaco, consiglio e revisori: «C’era la consapevolezza che il bilancio 2016 era quello che era e che i revisori non potevano che dire no. Ma abbiamo fatto la scelta politica di non mettere a repentaglio l’amministrazione».

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