Sicurezza
Sul lungomare c’è paura I balneari: più controlli
Sos del presidente Mattugini a sindaco e prefetto dopo gli ultimi episodi criminali «Il problema c’è e va affrontato, bisogna capire qual è la soluzione migliore»
FORTE. «Il problema c’è e va affrontato». Francesco Mattugini, presidente dell’Unione proprietari bagni, è voce cauta ma ascoltata a Forte. Anche per il suo passato di amministratore pubblico (è stato presidente del consiglio comunale). Mattugini decide di non minimizzare, anzi di sottolineare il tema della sicurezza. Il che significa che il mal di pancia tra i balneari, per gli ultimi episodi di criminalità sul lungomare, c’è eccome.
Le ultime vittime in ordine di tempo sono un imprenditore lombardo e sua moglie, picchiati e rapinati del Rolex da alcuni malviventi. Rolex che sembra essere l’oggetto del desiderio di ogni delinquente che viene a Forte: alcuni giorni fa una ladra aveva nascosto all’interno degli slip un modello da 30.000 euro, portato via a un turista fiorentino. Mattugini dice che questi fatti non possono essere sottovalutati e che si confronterà a breve con il sindaco e con il prefetto. Chiedendo un’attenzione importante sull’argomento da parte delle forze dell’ordine. Il che, tradotto, significa più controlli.
Ma i balneari potrebbero organizzarsi con un servizio di vigilanza privato, così come fanno i commercianti del centro cittadino? Il servizio, che quest’anno è stato rinnovato con il supporto dell’amministrazione comunale, funziona bene. E le boutique sono contente. «Sì, ma c’è una differenza sostanziale - replica Mattugini - e cioè il territorio da coprire. Un conto è monitorare il centro di Forte, un altro sorvegliare chilometri di lungomare. Faccio fatica a immaginare un paio di addetti che si sobbarcano tutto il litorale. Tra l’altro alcuni stabilimenti balneari hanno già assunto una guardia giurata che monitora la spiaggia e il retro del bagno».
Alcuni anni fa, ricorda Mattugini, i concessionari misero insieme le forze per contribuire all’assunzione di altri vigili stagionali. Che monitorassero spiaggia e lungomare nello specifico. «Funzionava molto bene - dice - Ora dobbiamo capire se è replicabile una cosa del genere, o se ci sono altre soluzioni. Al momento non mi sento di dire quale potrebbe essere la scelta migliore. Una cosa è certa: non possiamo sottovalutare quello che succede, e dobbiamo affrontarlo in maniera seria».
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