Il Tirreno

Versilia

L’appello dei familiari all’esame dei Comuni

di Donatella Francesconi
L’appello dei familiari all’esame dei Comuni

A Camaiore il documento proposto dall’associazione Il mondo che vorrei al voto con una modifica: basta vertici di società pubbliche coinvolti in inchieste

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VIAREGGIO. Consiglio comunale dopo consiglio comunale il documento dei familiari delle vittime della strage di Viareggio va in discussione con i suoi contenuti forti ma ritagliati su una vicenda da trentadue morti e sette anni di cammino lungo le strade della giustizia. Già approvato a Forte dei Marmi, approda nel prossimo consiglio di Camaiore con una modifica voluta dal sindaco Alessandro Del Dotto: non sia più consentito di rimanere in carica ai vertici delle società pubbliche che siano coinvolti in vicende giudiziarie. Esattamente come sta accadendo a Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie, tra gli imputati per il disastro ferroviario di Viareggio.

Per quanto riguarda il passaggio nel consiglio comunale della città ferita dalla tragedia, il sindaco Giorgio Del Ghingaro - nel suo intervento dal palco la notte del settimo anniversario - ha reso noto che «il documento sarà approfondito e approvato dalla Giunta e dai consiglieri, perché diventi il documento della città, della comunità di Viareggio. E mi auguro da tanti altri Comuni di Italia». Al momento, però, la discussione in consiglio su questo punto non è calendarizzata.

Tra gli impegni che le amministrazioni di prendono con l’approvazione del documento proposto dall’associazione “Il mondo che vorrei” c’è l’adoperarsi «con tutte le forze e le energie affinché i reati per il procedimento in corso non cadano in prescrizione e ai manager e agli amministratori delegati di aziende pubbliche sia imposta per statuto la rinuncia alla prescrizione». Il documento prosegue: «Giudichiamo immorale il fatto che chi sia accusato di gravi responsabilità, in un processo come quello di Viareggio abbia continuato a ricoprire ruoli apicali di responsabilità e gestione della cosa pubblica. Pretendiamo le immediate dimissioni con sospensione dai loro incarichi pubblici e statali».

I sindaci i cui consigli approvano il testo proposto si metteranno al lavoro «in qualità di responsabili per la sicurezza e la salute dei nostri concittadini, nella giurisdizione di nostra competenza, per essere messi a conoscenza della documentazione sulla valutazione del rischio del trasporto di merci pericolose su ferrovia come forma elementare di garanzia e prevenzione della sicurezza e della salute di ogni nostra comunità».

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