Il dolore
Lite a colpi di bastone in centro
Un altro pomeriggio di paura: giovane marocchino in ospedale con la testa rotta
VIAREGGIO. La lite, violenta, è scoppiata come due settimane fa poco dopo le 19, nell’ultimo giorno di Ramadan. Lo scenario è identico a quello che ha visto l’aggressione a colpi di bastone il 22 giugno scorso, con un seguito più recente, il 3 luglio. Una catena di eventi, con l’episodio di ieri, che denota chiaramente come nell’aria a Viareggio vi sia ben altro che “nervosismo” da digiuno religioso fino al tramonto, come più di una voce ha tentato di accreditare di fronte alle immagini delle telecamere che raccontavano la spedizione a bastoni imbracciati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13726916:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/06/26/news/rissa-in-centro-a-viareggio-cinque-denunce-in-arrivo-1.13726916]]Ieri, a terra in via San Martino, è rimasto molto sangue ed un giovane marocchino di 24 anni, in Italia senza permesso di soggiorno - che si trovava in zona con la fidanzata - è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Chi ha assistito alla scena dall’inizio ha testimoniato, ai carabinieri della Compagnia di Viareggio intervenuti, di un inseguimento per raggiungere la vittima, poi malmenata a mani nude da due connazionali. Alcuni commercianti della zona, però, hanno raccontato di sangue a terra e di una testa rotta con una bottigliata. E gli stessi primi riscontri dei militari (Stazione di Viareggio e Nucleo operativo e radiomobile), non escludono che il giovane straniero possa essere stato colpito con ben altro che con le mani, ed ipotizzano un’aggressione a colpi anche di tubo.
«Sono sempre i personaggi conosciuti che stazionano qui in zona ogni giorno», raccontano i commercianti della zona “calda” della città: «Sinceramente il ripetersi di questi episodi ci fa pensare di chiudere qui ed aprire altrove. Così non si può più lavorare».
Per l’episodio di fine giugno, il commissariato che conduceva le indagini aveva annunciato cinque denunce in arrivo. Doverose ma non sufficienti a calmare la fame di territorio per le attività di chi non può che vivere alla giornata non essendo regolare in Italia e non potendo neppure diventarlo.
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