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Versilia

Il coraggio di Uz: «Salvo per puro caso, riaprirò»

Il coraggio di Uz: «Salvo per puro caso, riaprirò»

Il titolare del negozio distrutto dall’incendio cerca le forze per reagire «L’assicurazione coprirà ben pochi danni, chiederò al Comune di aiutarmi»

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PIETRASANTA. Il giorno dopo, se possibile, è ancora tutto più difficile. «Vedere la tua attività finire in cenere nel giro di pochi minuti è qualcosa di sconvolgente». Maurizio Baccili, da tutti conosciuto come Uz, davanti a quel che resta del suo negozio, “Pietrasantarte”, distrutto dal fuoco lunedì pomeriggio, ci è passato più volte nelle ultime ore. «Ovviamente non è possibile entrarci: il mio fondo in via Caduti dei lager nazisti - zona stazione - è sotto sequestro. La buona notizia è che nessuno si è fatto male e che gli appartamenti che si trovano al primo piano della palazzina dove c’era la mia attività, non hanno subito danni strutturali. Il fumo ha annerito le pareti esterne, ma niente di veramente problematico».

Sul cosa abbia innescato l'incendio, Baccili non ha una vera e propria idea. «L’ho detto anche ai carabinieri: non mi viene in mente niente di particolare. Alla fine è andata distrutta ogni cosa, fatta eccezione per qualche mio dipinto che avevo lasciato in una stanza attigua, preservata dalle fiamme. Ecco, solitamente - racconta - mi fermo nei miei momenti liberi a dipingere: se fossi stato lì, in quella stanza, anche martedì pomeriggio, per il sottoscritto non ci sarebbe stata via di fuga».

Nel frattempo c’è chi, come Mauro Domenici titolare del punto vendita di “Ortofrutta del mercato coperto”, propone una raccolta fondi per dare modo ad Uz di riaprire, in tempi possibilmente brevi, il negozio. «Non so quante telefonate di incoraggiamento e solidarietà ho ricevuto: ringrazio tutti, vuol dire che nella mia vita, a prescindere dal lavoro e dal bar che gestivo in passato a Viareggio, ho seminato bene. Detto questo è chiaro che sto vivendo un momento molto difficile e rialzarsi non sarà semplice. Se ho un’assicurazione contro gli incendi? C’è, ma coprirà ben poco. E comunque non voglio e non posso arrendermi: proverò a chiedere al Comune la disponibilità di un fondo pubblico, ovviamente dietro pagamento di un affitto, in modo da riaprire in tempi brevi. Anche se dovrò ricomprare tutto: blocchi da disegno, colori, pennelli e via dicendo. Comunque, se ripenso a quando come in trance ho spostato la mia auto dallo spazio che stava andando in fiamme per il timore che potesse scoppiare, mi rendo conto che tutto sommato è andata bene. Poteva esserci un epilogo ben più drammatico. Per questo devo guardare con un po’ di fiducia al domani».

Luca Basile

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