Sicurezza
Viareggio, sequestrate le due abitazioni devastate dall’incendio
Scientifica e pompieri al lavoro negli appartamenti a piano terra. Esclusa la causa dolosa si punta al possibile cortocircuito di un elettrodomestico
VIAREGGIO. Due gli appartamenti sotto sequestro, già dalla tarda serata di domenica, nel complesso al Varignano dove, intorno alle 13 del giorno festivo, si è sviluppato l’incendio che ha danneggiato 26 appartamenti e ha costretto dieci famiglie a lasciare casa, in parte ospiti in camping e pensioni a spese del Comune. Ieri mattina, a fianco dei vigili del fuoco, ha lavorato dalle sette del mattino la squadra della polizia Scientifica del commissariato di Viareggio, con tre operatori. Niente è stato tralasciato, nonostante il caos di materiali bruciati ammassati nelle corte interne tra palazzine lato monte e quelle lato mare. Un lavoro lungo e dettagliato, seguendo le indicazioni dei vigili del fuoco «che ha già portato ad escludere - così parlava nel tardo pomeriggio di ieri Nicole Fetto, vice dirigente del commissariato - la natura dolosa». Nella ricerca delle cause scatenanti delle fiamme si propende, dunque - così le prime ricostruzioni, ma per le certezze è necessario attendere la chiusura degli atti da parte dei vigili del fuoco - per il corto circuito di un elettrodomestico. Ricostruzioni per le quali è importante il video girato da una ragazzina, la quale l’ha poi consegnato ai vigili del fuoco.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13769070:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/07/04/news/paura-all-ora-di-pranzo-a-fuoco-26-appartamenti-1.13769070]]I due appartamenti sotto sequestro si trovano al piano terra, nella corte lato monte del complesso di abitazioni. Entrambi sono abitati da famiglie di origine straniera: una è proprietaria della casa, l’altra invece è in affitto. Il capofamiglia di quest’ultima, Abdul Kader, ha fin da subito testimoniato di aver «visto una fiammata, alta, che passava sopra la tettoia della nostra corte. Così ho preso moglie e bambini e sono scappato». Un racconto che si è ripetuto, identico, davanti ai cronisti per l’intera giornata passata in strada.
Nell’inchiesta che segue quella che poteva essere davvero una tragedia, anche a causa delle numerose bombole di Gpl presenti nelle abitazioni che non hanno l’allaccio alla rete del metano, dovranno essere vagliate anche tutte le eventuali responsabilità relative allo stato in cui si trovava il condominio al momento dell’incendio. Oltre ai materiali ammassati nelle corti, c’è chi proprio lì aveva ricavato la cucina, tanto che in un primo momento si era indicata la presenza di un barbecue come possibile causa scatenante dell’incendio. Senza dimenticare che ogni corte era dotata di coperture in plastica ondulata, andata distrutta provocando il caratteristico fumo nero che ha subito messo in allarme la caserma dei vigili del fuoco, prima che arrivassero le telefonate di allarme per quanto stava accadendo.
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