Sicurezza
PD INTERESSATO AL CONFRONTO NON ALLE “MOSSE POLITICHE”
di MANUELA GRANAIOLA* Il Pd di Viareggio è affetto da anni da una grave crisi segnata da aspre contrapposizioni interne e da ricorrenti fratture. Troppo lungo rinarrare una storia ben conosciuta,...
di MANUELA GRANAIOLA*
Il Pd di Viareggio è affetto da anni da una grave crisi segnata da aspre contrapposizioni interne e da ricorrenti fratture. Troppo lungo rinarrare una storia ben conosciuta, credo però necessario rilanciare una questione con l’intento sincero di poter contribuire, per quanto possa competermi, all’avvio di una nuova, necessaria ed urgente fase di ricomposizione del Pd a Viareggio ed in Versilia, anche in vista del referendum.
I fatti che ci hanno condotto a Viareggio alle passate elezioni amministrative anticipate sono stati parte o hanno anticipato molti altri eventi simili avvenuti poi nel paese. Tutti segnali di un progressivo indebolimento del partito e di una contrazione del suo radicamento in settori estesi della società italiana: gli stessi che più hanno sofferto le drammatiche conseguenze della crisi. L’indebolimento del partito e della sua capacità collettiva di fare politica ha favorito la personalizzazione della sua vita interna e l'accentuarsi di divisioni che in moltissimi casi hanno finito con l’assumere anche caratteri pericolosamente patologici. Gli effetti oggi sono di fronte a tutti: riduzione della militanza attiva, comprensibile sfiducia nella politica e flessione dei consensi elettorali così come corposamente evidenziato anche dai risultati delle ultime elezioni amministrative.
Il caso Viareggio (purtroppo uno dei tanti), con tutte le sue conseguenze, credo vada considerato non solo come una bega tra sparuti gruppi dirigenti ma come un evento politico che, mal letto, mal interpretato e peggio gestito, ha generato risultati drammatici per il partito. Un quadro che affonda le proprie radici nella debolezza storica del Pd versiliese e in particolare viareggino; una debolezza che ha consentito il radicamento di gruppi e gruppuscoli interni contrapposti ed incapaci di fare i conti con una annosa responsabilità (almeno in termini di mancata riflessione critica) nel percorso che poi si è concluso con il default amministrativo della città, il commissariamento, le elezioni anticipate e con la con la sciagurata contrapposizione di due sindaci provenienti entrambi dal Partito democratico.
In un momento così delicato per la situazione del paese e per l'attività del governo, dopo i risultati delle recenti amministrative, in un quadro di incertezza per tutta l’Europa, con l’avanzare di nuovi e vecchi populismi, sono convinta sia giunto il tempo per ripensare quegli eventi ed essere conseguenti. Parola d’ordine ricostruire! Ricostruire prima di tutto la credibilità necessaria a ricollegarci con il nostro elettorato e, in particolare, con una città che deve uscire da una profonda crisi economica, finanziaria e sociale.
Non posso fare a meno di domandarmi se il Pd, nella più importante città della Versilia, possa restare fuori (o peggio all’opposizione) da una complessa fase di risanamento. Mi domando se, nella condizione data, il Pd possa rinunciare a ricostruire un proprio specifico ruolo di governo anche operando per la costruzione di un nuovo gruppo dirigente ben radicato nelle espressioni socia. li ed economiche della città.
Se queste riflessioni sono condivisibili allora ritengo ci vogliano gesti e scelte politiche rapide, chiare ed incisive: all'altezza delle difficoltà. Urge un’iniziativa che aiuti a superare il passato e che possa contribuire a gettare le fondamenta per un Pd all’altezza delle sfide e delle responsabilità che lo attendono. A fronte di ciò dichiaro, ancora una volta, la mia più convinta e concreta disponibilità a collaborare.
*senatrice della Repubblica
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