Il Tirreno

Versilia

Artista di strada cacciato dai vigili

Il sindaco: applicato il regolamento. Ma c’è chi contesta il provvedimento

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PIETRASANTA. Un artista di strada viene allontanato da piazza Duomo e, sui social e non solo, scoppia la polemica. «È stato applicato il regolamento: bene ha fatto la polizia municipale, non vedo il problema» taglia corto il sindaco Massimo Mallegni plaudendo, in questo modo, all’azione dei vigili che nel fine-settimana hanno invitato l'artista in questione “supportato da microfono e casse” ad indirizzarsi altrove per il suo concerto. E del resto, è proprio questo il punto, i vigili devono attenersi alle prescrizioni di un regolamento che vieta qualsiasi libera forma di intrattenimento proposta nelle vicinanze di sculture, chiese ed attività di ristoro. Come a dire che lo spettacolo di strada, dal centro città, è più o meno bandito.

Da qui, dicevamo, l’onda critica sui social dove da tempo lo stesso regolamento, approvato nei mesi scorsi, è oggetto di proteste. «Lido di Camaiore, con la sua passeggiata sul mare ha valorizzato gli artisti di strada, con importanti ritorni economici anche per il commercio. Analogo discorso viene proposto a Camaiore, a Viareggio e ancora a Forte dei Marmi con iniziative di richiamo per bambini e adulti. Gli unici a non volere questa forma di intrattenimento - si legge su facebook - è Pietrasanta: tutto questo è assurdo, sbagliato. E poi per quale motivo?».

Comprensibile, si dice ancora, quando il divieto è esteso a spettacoli dove si utilizza il fuoco o ancora a trapezisti e fili sospesi o a chi fa ricorso ad animali - anni fa, sempre in piazza Duomo, spuntò un boa in mezzo alla folla, ndr - un po’ meno quando a fare divertire soprattutto i bambini sono i clown, i musicisti, chi fa le bolle e via dicendo. «Gli artisti di strada rappresentano un motivo in più - fa sapere un commerciante di via Mazzini - per venire a Pietrasanta e nel centro storico, in particolare la sera: si può comprendere il divieto per chi fa troppo rumore o è motivo di pericolo, ma dire no a questa forma d'arte è come dire no al turismo. Chi ha deciso per questo divieto, in Comune, dovrebbe fare un passo indietro».

E c'è chi, sempre sui social, propone una raccolta firme fra i titolari di attività per chiedere la modifica dell'attuale regolamento ed il ritorno ad un centro città più incline alla sua tradizione. (l.b.)

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