Sicurezza
Paura all’ora di pranzo: a fuoco 26 appartamenti
Incendio in via della Vetraia, parte delle famiglie evacuate hanno trovato accoglienza nei campeggi di Torre del Lago a spese del Comune
VIAREGGIO. Quelle corti tra gli appartamenti, zeppe di oggetti e coperte da tettoie di plastica, sono state cibo per il fuoco. Che si è sprigionato da un’abitazione per cause ancora tutte da accertare, coome spiega l’ingegnere Maria Vincenza Saccone, responsabile dell’ufficio prevenzione incendi del Comando vigili del fuoco di Lucca, e vice comandante. Due le squadre che dalla vicina caserma si sono precipitate su quella palazzina proprio di fronte al negozio “Euronics”, al Varignano. E sul posto anche polizia e Municipale, insieme alla Protezione civile comunale.
Nel tardo pomeriggio la conta dei danni: 26 appartamenti toccati dal fuoco e dal fumo, (ai civici 15, 23, 27 di via Vetraia), dieci famiglie fuori di casa, delle quali sette ospitate nei campeggi tra Viareggio e Torre del Lago, grazie alla disponibilità data da Assocamping alla Protezione civile coordinata da Giuliano Pardini.
Il fumo nero e denso si è levato intorno all’ora di pranzo mettendo subito in allarme gran parte della città che lo ha visto dalla spiaggia, e gli stessi vigili del fuoco che hanno realizzato ancor prima di ricevere chiamate la gravità della situazione. Telefoni impazziti, centralini dei numeri di soccorso intasati, mentre gli abitanti delle palazzine colpite si riversano in strada, scalzi, in accappatoio, con i bambini piccoli afferrati al volo. Una ragazzina, sedici anni, scende le scale di corsa, scalza sull’asfalto bollente. È l’unico ferito - i piedi ustionati e curati al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia - in una vicenda che poteva avere conseguenza catastrofiche. Perché le palazzine coinvolte nell’incendio non hanno l’allaccio al metano: «La ragione va chiesta al Comune, con il quale ci sono dei problemi», spiega un gruppo di residenti nelle case evacuate. E così i vigili del fuoco hanno rimosso «una serie di bombole di gas», spiega ancora Saccone mentre l’odore del gpl impregna l’aria, «ed abbiamo cercato, a fiamme domate, barbecue, fornelli, candele». Al momento non è possibile per gli inquirenti confermare o smentire la prima ricostruzione che si è diffusa nella piccola comunità multietnica nella quale convivono italiani, romeni, albanesi, marocchini e che dava la colpa del rogo ad un barbecue. «È la seconda volta in due anni che scappiamo a causa degli incendi», racconta la madre della ragazza ferita: «È sempre per questioni di chi cucina e come. Non si può continuare così».
«Abbiamo un filmato - è ancora la voce del vice comandante dei vigili del fuoco - fornitoci da una ragazzina, Andrea, che voglio ringraziare per il senso civico con il quale ci ha aiutato. Domani (oggi per chi legge, ndr ) saremo di nuovo al lavoro con la Scientifica». Un filmato che farebbe luce sull’innesco della fiammata che in tanti hanno visto e che è stata l’origine del disastro.
Ventuno persone, di cui 5 minori, sono state accolte a spese del Comune nei campeggi Bosco Verde, Paradiso, Europa e a Villa Rosi: «Abbiamo trovato soluzioni tampone che possano garantire anche un minimo di stabilità», sono le parole dell’assessore Sandra Mei che nel tardo pomeriggio si è recata brevemente sul posto: «Per prima cosa abbiamo pensato ai bambini, e agli anziani che non avevano nessuno da cui andare. Oggi abbiamo gestito l'emergenza, domani pianificheremo bene il da farsi». In serata, però, proprio una delle famiglie con i bambini più piccoli - cittadini del Marocco con un piccolino di due mesi - si è vista rifiutare l’accoglienza predisposta in uno dei camping e si è lavorato in emergenza per trovare una soluzione.
L’assessore alla sicurezza Maurizio Manzo ha assicurato le persone evacuate: «Abbiamo predisposto passaggi in zona di pattuglie della Municipale in modo da tenere sorvegliate le abitazioni».
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