Il Tirreno

Versilia

Un euro per il Museo di Sant’Anna Mancini: «Io non ci entrerò più»

di Tiziano Baldi Galleni
Un euro per il Museo di Sant’Anna Mancini: «Io non ci entrerò più»

Il Comune di Stazzema avvia le procedure per organizzare la biglietteria all’ingresso dell’edificio che custodisce la memoria dell’eccidio. Il superstite della strage contesta la decisione

2 MINUTI DI LETTURA





STAZZEMA. Una stampante, la fornitura della carta, e l’autorizzazione della Siae. Il Comune di Stazzema ha avviato le procedure per affidare il servizio di fornitura per la biglietteria al Museo della Resistenza di Sant’Anna. È questione di settimane e il biglietto da un euro per entrare nel luogo della memoria del Parco Nazionale della Pace entrerà in vigore.

L’amministrazione di Stazzema prosegue così sulla strada decisa mesi fa. Ma Enio Mancini, superstite della strage, torna a contestare la decisione. «La memoria per me non ha prezzo. Non entrerò più nel Museo - esordisce Mancini - mi spiace prendere questa posizione se penso agli sforzi che ho fatto e a quello che rappresenta per me».

Il costo di un euro, però, sarebbe una cifra simbolica - secondo l’amministrazione - per finanziare altri progetti sulla pace, come la Fabbrica dei Diritti. «È il principio che non accetto – commenta Mancini - ad esempio mi risulta che già diversi visitatori facciano delle offerte e questo va più che bene. Il resto mi disgusta».

Ma ormai la decisione è presa, l’amministrazione si è fatta carico di trovare un fornitore. E probabilmente in estate il servizio entrerà in vigore. Ma Mancini ricorda anche tutte le voci con cui il Parco della Pace viene finanziato: circa 200 mila euro annui da Stato e Regione Toscana; oltre alle generose donazioni come quelle del sindacato Spi Cgil nel 2015. «Sappiamo quali sono le entrate, ma non quali siano le uscite – critica - l’amministrazione dice che i soldi non bastano, ma dovrebbero essere più trasparenti e quantificare le spese».

Poi prende posizione contro l’Associazione Martiri di Sant’Anna, che ha avallato la scelta. «Io ne faccio parte – spiega Enio – ma non sono d’accordo, come altri superstiti».

Di solito Enio Mancini, quando si reca a Sant’Anna per rendere la sua testimonianza, fa tappa con i visitatori sulla piazza della chiesa dove racconta quello che è avvenuto lì, «e poi ci spostiamo al Museo - dice - dove spiego come sono sopravvissuto e la storia di questo paese. Infine andavamo all’Ossario, ma da qualche tempo io non ci salgo più».

Oggi ha 78 anni - Enio è scampato all’eccidio grazie a un giovane soldato tedesco - e con la forza che gli rimane continua a difendere gli stessi diritti, il valore della pace e della libertà, che ha sempre insegnato agli alunni in visita a Sant’Anna. E per gli stessi principi rimarrà fermo sulla sua posizione: «Quando faranno pagare il biglietto renderò la mia testimonianza ai visitatori solo sulla piazza della chiesa». E se pioverà? «Ci ripareremo nella Chiesa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web