Gioco
Un addio fra i coriandoli
Ieri l’ultimo saluto alla Cittadella. «Il Carnevale 2017 dedicato a Lebigre»
La bandiera di Burlamacco stesa per terra fra manciate di coriandoli multicolori adagiate sul pavimento. Uno dei "vestiti di scena" utilizzato in una delle tante coreografie dei carri appoggiato quasi per caso sulla bara di legno. Il cappello e la gorgiera di Burlamacco a fianco del feretro. E, tutto intorno, i bozzetti dei carri con cui ha arricchito il Carnevale di Viareggio. Per lasciare la terra e volare in un cielo fatto di nuvole e stelle di cartapesta, ieri Gilbert Lebigre ha scelto quella che è stata per tanti anni la sua vera casa e il suo vero mondo: la Cittadella del Carnevale.
Qui, nell'hangar numero 8 da qualche mese utilizzato per le cerimonie più solenni, la moglie Corinne e i figli Elodie, Sebastian e Benjamin hanno voluto che fosse allestita la camera ardente. E qui, in un ininterrotto via vai, le tante persone che gli volevano bene sono venuti a salutarlo per l'ultima volta. I tanti figuranti di quella Compagnia del Carnevale che lui stesso insieme a Corinne aveva fondato nel 2004 quando rientrò trionfalmente nel mondo della cartapesta e con i quali aveva formato una grande famiglia allargata. I colleghi di lavoro - carristi come lui, ma anche le tante preziose maestranze che si muovono dietro le quinte della Cittadella - che dopo qualche resistenza iniziale avevano imparato ad apprezzarne le straordinarie doti artistiche e il grande calore umano. I rappresentanti delle istituzioni - in primis la presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci - che hanno trovato in lui un interlocutore sempre pronto al dialogo anche nelle situazioni di maggior tensione. E tanti, tantissimi semplici appassionati del Carnevale che di Gilbert Lebigre hanno riconosciuto il talento dell'artista e la capacità un po' visionaria di saper guardare sempre avanti, riuscendo a portare nel mondo della cartapesta una ventata di novità che ha contribuito alla crescita della manifestazione.
Non sono mancate le lacrime - vere, sincere - perché non poteva che essere così. Eppure in quello che è stato l’ultimo saluto a Lebigre (non ci saranno funerali né civili né religiosi e già oggi sarà cremato) si è respirata quell’aria di serenità che Gilbert sapeva trasmettere a tutti con il suo sorriso anche nei momenti più difficili.
«Il Carnevale 2017 sarà dedicato a lui», ha annunciato Manialina Marcucci ricordando di averlo conosciuto quando era ancora giovanissima e di averne conservato la sensazione «di persona gentile ma forte dentro». E visto che forse la più grande delle tante rivoluzionarie innovazioni portate da Lebigre e da tutta la famiglia al Carnevale di Viareggio è stata quella delle coreografie dei carri, lanciamo l’idea di istituire a suo nome un premio speciale proprio per il corteggio più bello.
Ma la vera eredità di Lebigre, già ieri, era proprio alle spalle del suo feretro. Qui, racchiuso in una busta di carta, è rimasto esposto (ma nascosto alla vista) il bozzetto della costruzione che sfilerà sui viali a mare a febbraio. E che sarà l’ultimo suo carro, una sorta di opera postuma. Toccherà alla moglie Corinne e ai figli Elodie, Sebastian e Benjamin trasformarlo in un capolavoro. E tutti - dai breschini agli avanziniani - tiferemo perché vinca quel primo premio che avrebbe meritato più delle tre volte che è riuscito a conquistarlo.
Cla.Ve.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
