Il Tirreno

Versilia

LA POLEMICA SUl FORNO CREMATORIO

De Stefano contro Miracolo

«Viareggio Democratica è una mia idea, non prendo ordini da lui»

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VIAREGGIO.

«Se l’intenzione dell’avvocato Miracolo era quella di farmi arrivare un avvertimento, ha sbagliato ancora una volta».

Così interviene Giuseppe De Stefano, consigliere comunale del gruppo Viareggio Democratica, dopo le parole del presidente di Sea Ambiente pubblicate sabato scorso sul Tirreno in seguito alla scritta “ebreo” riferita al sindaco Del Ghingaro comparsa a Torre del Lago. «Miracolo - ricorda De Stefano - ha detto “auspichiamo fin da ora che il percorso non sia inquinato dalla presenza di agitatori politici il cui unico interesse è l’opposizione in sé per sé”. Egregio Giorgio Del Ghingaro - risponde adesso De Stefano rivolgendosi al primo cittadino - mi vedo costretto a chiederti d’intervenire per ricondurre a miti consigli e a non debordare dal mandato che hai affidato all’avvocato Miracolo di occuparsi di spazzatura. Rivendico - continua il consigliere - il merito di avere ideato, disegnato e registrato il simbolo di Viareggio Democratica e di aver intuito che praticando una autonoma partecipazione al confronto amministrativo si poteva, come poi è avvenuto, intercettare il consenso di parte dei simpatizzanti Pd, determinando l’elezione di Del Ghingaro. Oggi Viareggio Democratica è rappresentata dai tre consiglieri in carica ai quali spetta il diritto dovere di occuparsi delle vicende comunali. Non temo interferenze od altro da parte sua e non riconosco ad alcuno il titolo di ergersi a fustigatore pubblico del mio operato circa il forno crematorio a Torre del Lago. Sindaco, non hai bisogno dei miei consigli circa l’affidare incarichi fiduciari a chi non è stato sempre trasparente».

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