Toscana
Carnevale in lutto: addio a Gilbert Lebigre, poeta graffiante della cartapesta
A 63 anni ancora da compiere si è spento il carrista italo-francese. Con la moglie Corinne ha internazionalizzato il Carnevale
VIAREGGIO. La voce che non stava bene circolava agli hangar già da qualche giorno, dopo il suo ricovero in ospedale a metà mese. Ma in pochi si immaginavano che le sue condizioni fossero così gravi. E invece nella tarda serata di giovedì 30 giugno - proprio nel giorno in cui sono stati consegnati i bozzetti dei carri per il Carnevale 2017 - la notizia è piombata sul mondo del Carnevale come una frustata. Gilbert Lebigre se ne è andato, morto a sessantatré anni ancora da compiere.
Gilbert Lebigre non era un carrista qualunque. E non solo per quel clima di internazionalità che era riuscito a regalare ad un ambiente come quello dei carristi sicuramente molto chiuso e probabilmente troppo autoreferenziale. Insieme con la moglie Corinne Roger - lui nato a Firenze da padre francese e madre fiorentina, lei originaria di Tolosa - ha portato al Carnevale una ventata di novità che spesso è stata accolta con diffidenza e gelo dai colleghi ma che poi si è fatta largo negli anni.
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Già, perché il rapporto fra "i francesi" - un soprannome che già sottintende un fondo di ostilità nei loro confronti - e gli altri carristi non è mai stato particolarmente felice. Tanto che i due - dopo il clamoroso exploit del 1988 con Madonna Ciccone un successo da leone e le successive, vibranti polemiche innescate da alcuni carristi - decisero di abbandonare il mondo del Carnevale sbattendo fragorosamente la porta con il titolo da difendere ancora in bacheca. Per ritornarvi soltanto dopo quindici, lunghissimi anni di assenza quando dettero il via ad una fertile collaborazione con Arnaldo Galli (che all'epoca dell'abbandono era stato uno dei maghi più ostili alla coppia Lebigre-Roger, ma che poi ne aveva intuito le grandissime potenzialità).
IL SALUTO DEL SINDACO
Artista a tutto tondo che ha saputo esportare le tecniche della cartapesta anche al di fuori del Carnevale, Gilbert Lebigre resta affascinato dal mondo del Carnevale fin da piccolo. Fino a quando, quasi per caso, viene a sapere di un seminario della cartapesta organizzato al Festival di Sant'Arcangelo tenuto da due "maghi" viareggini: Silvano Avanzini (padre di Alessandro) e Raffaello Giunta. Lebigre prende un treno da Parigi - dove nel frattempo si era trasferito ed aveva aperto un atelier della cartapesta - e vi partecipa. Fra Lebigre, Avanzini e Giunta nasce un'amicizia. E Gilbert, invitato dai due costruttori a Viareggio, decide di prendersi un anno sabbatico, lascia Parigi, e si tuffa nel mondo del Carnevale, portandosi dietro in questa avventura anche Corinne, all’epoca sua fidanzata. E' il 1980 e i due - che si sposeranno solo dieci anni più tardi - esordiscono con una mascherata in gruppo fuori concorso sull'inquinamento e l'ecologia.
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Ma i due hanno talento e lo dimostrano in fretta. Tanto da salire presto fra i carristi di seconda categoria e - dopo una serie di sfolgoranti vittorie fra i carri piccoli - nell'Olimpo della prima categoria.
Ma è nel 1988 che arriva la consacrazione grazie al carro sulla popstar Madonna che conquista il primo premio assoluto. La vittoria scatena gelosie e ripicche. E nei confronti della coppia Lebigre-Roger si apre un vero e proprio fuoco incrociato. I due decidono così di abbandonare il Carnevale di Viareggio per ritirarsi sulle colline di Camaiore dove nel loro atelier si dedicano alle scenografie e agli allestimenti teatrali.
Dopo quindici anni di assenza e dopo qualche annuncio centellinato nel tempo (e sempre smentito) di un loro rientro, la coppia torna nel grande circo del Carnevale. E lo fa in grande stile. E' il 2009 quando Arnaldo Galli propone ai due carristi di fondare una società. Nasce la Compagnia del Carnevale. E nel 2004 l'inedito trio presenta un progetto rivoluzionario: quello della Ballerina (il cui chilometrico titolo originale sarebbe in realtà Scusate se ci divertiamo, balla che ti passa). Per la prima volta nella storia del Carnevale di Viareggio il pubblico osserva un carro dal dietro. E il carro - dominato da una ballerina etnica che si muove sinuosamente guidata da cavi d'acciaio come una marionetta - si trasforma in una sorta di palcoscenico viaggiante dove si esibiscono giocolieri e acrobati, ballerini e mini. E' un carro-capolavoro, uno di quelli destinati a restare nella storia. Che regala il ventesimo primo premio ad Arnaldo Galli e il secondo a Gilbert e Corinne, che rientrano come meglio non potevano nel mondo del Carnevale.
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Non mancano poi altri grandi carri realizzati dai due italo-francesi, che nel frattempo restano da soli per l'abbandono delle scene di Arnaldo Galli. Fra quelli che vale certamente la pena di ricordare, il Santo Subito - con Berlusconi con tanto di aureola circondato dai capi di stato europei nei panni di cardinali acclamanti - che regala a Lebigre e Roger il terzo meritatissimo primo premio.
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Ma non sempre il giudizio delle giurie è stato benevolo con la coppia venuta d'Oltralpe. Miglior sorte avrebbero meritato ad esempio le allegre papere bianche che starnazzavano in mezzo al corso nell'edizione 2009. O, nel 2014, i mascheroni schizzati di Hysteria, che fra mille polemiche cedettero il primo posto al Cyber-Ragno di Alessandro Avanzini. O il carro funebre di "Si va a mori' e po' si torna" con cui esorcizzò proprio la morte.
Ma anche il Salvini-maiale sfilato all'ultima edizione - graffiante come pochi - pur non essendo fra le costruzioni più felici è stato comunque un carro non banale, arricchito da quelle coreografie che grazie anche all'apporto dei figli di Gilbert e Corinne, sono diventate un marchio di fabbrica della Compagnia del Carnevale.
Una Compagnia che, ora che il suo fondatore non c’è più, dovrà e saprà andare avanti con le sue gambe. Nel ricordo proprio di Gilbert.
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