Il Tirreno

Versilia

Bergamini: commissione d’inchiesta

Bergamini: commissione d’inchiesta

La parlamentare di Forza Italia depositerà la proposta di legge per istituirla

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Una proposta di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage ferroviaria di Viareggio: l’annuncio è della parlamentare di Forza Italia, Deborah Bergamini che aggiunge: «Nelle prossime ore la depositerò. La giustizia è competenza della magistratura, ma il Parlamento, attraverso una commissione di inchiesta può accertare la verità che rappresenta un diritto inalienabile per tutte le famiglie delle vittime».

Tante le voci che arrivano dal Parlamento, nel settimo anniversario della strage di Viareggio. La senatrice Cinque Stelle Sara Paglini è intervenuta in Aula ieri: «Penso che la politica non debba restare indifferente all'appello, lanciato dalle associazioni dei familiari delle vittime, che chiedono da molti anni che venga revocato il titolo di “cavaliere del lavoro” all’ingegner Mauro Moretti. Già dal febbraio 2014 presentai una mozione per la revoca del titolo, ma da allora giace nei cassetti. Le persone vogliono i fatti non gli annunci, basta pacche sulle spalle».

La senatrice viareggina Manuela Granaiola (Pd) in aula ha ricordato con forza che «un’intera città ferita grida “no alla prescrizione” e “sì alla giustizia e alla sicurezza sempre e comunque”». E il collega Andrea Marcucci aggiunge che «la sicurezza ferroviaria deve ancora essere adeguatamente tutelata da normative europee più stringenti».

E dal consiglio della Regione Toscana arriva la voce di Stefano Baccelli, che era presidente della Provincia di Lucca sette anni fa: «Oggi penso alla generosità infinita di Daniela Rombi, Marco Piagentini e di tutta l'associazione “Il Mondo che vorrei”, al loro impegno per la giustizia, alla loro sete di verità, sempre in prima linea nello stimolare ad uscire da una pigra e facile rassegnazione per divenire protagonisti di un'esigenza di cambiamento, in termini di giustizia, di sicurezza, di solidarietà». E di fronte a tutto questo «nessuno può dire “non sapevo”. In fondo, ricordare questo significa: togliere alibi e pretesti, mettere la nostra coscienza con le spalle al muro. Pretendere delle risposte convincenti. Troppe di queste richieste sono, dopo sette lunghi anni, inevase».

Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, mette il dito nella piaga: «I parenti delle vittime hanno detto che “la politica ha già assolto” gli imputati. Invece no: per questa politica è del tutto indifferente se sono colpevoli o meno. Il che è persino peggio». Le parlamentari toscane Marisa Nicchi e Alessia Petraglia (Sinistra Italiana) ricordano: «È paradossale che il principale imputato nel processo, l'ingegner Moretti, dopo aver smantellato il sistema di sicurezza da ad di Ferrovie, sia stato “premiato” dal Governo Renzi con la guida di Finmeccanica». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze