Strage di Viareggio, a migliaia sfilano per chiedere giustizia
Dopo la messa in memoria delle vittime e il convegno con il magistrato Guariniello, il corteo attraverso le strade della città fino ai luoghi simbolo della tragedia del 29 giugno del 2009
VIAREGGIO. In tanti, tantissimi, come sempre. Viareggio non dimentica i suoi morti, non smette di chiedere giustizia. A migliaia sono scesi in strada per ricordare le trentadue vittime della strage del 29 giugno 2009. Attraverso la città il corteo si è avviato fino ai luoghi simbolo della tragedia. Un serpentone lunghissimo, silenzioso, con striscioni per chiedere che le responsabilità di quanto successo sette anni fa possano sfumare nella prescrizione dei reati.
FB LIVE: i familiari leggono i nomi delle vittime
Viareggio - 29 giugno, 23:50
Posted by Il Tirreno on Wednesday, June 29, 2016
Una commissione d'inchiesta parlamentare. È l'obiettivo che si prefigge Deborah Bergamini, deputata versiliese di Forza Italia. Che ha annunciato la proposta di legge che verrà depositata nelle prossime ore. "La giustizia è competenza della Magistratura - afferma Bergamini - ma il Parlamento, attraverso una commissione di inchiesta, può accertare la verità, che rappresenta un diritto inalienabile per tutte le famiglie delle vittime".
Sette anni di disastro ferroviario, quasi tre di processo, l’anniversario che si ripete oggi ma - sono le parole di Marco Piagentini - «c’è una consapevolezza diversa». La strage del 29 giugno 2009, con le sue trentadue vittime ed il carico di dolore e rabbia tatuato su un’intera città, è diventata il cortometraggio “Ovunque proteggi” premiato a Cannes, nel “tempio” del cinema. Un cortometraggio che sta facendo il giro del mondo, mentre le principali trasmissioni televisive italiane “scoprono” Viareggio e la sua tragedia (pochi giorni fa “Chi l’ha visto”) e questa mattina sarà Radio Rai (il seguitissimo “Voci del mattino”) a dedicare all’anniversario la seconda parte del proprio spazio. E poi c’è il film. Al quale sta lavorando il regista del cortometraggio e per la cui realizzazione è in corso una raccolta di fondi aperta a tutti coloro che vogliono contribuire.
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È con questo bagaglio che Viareggio torna in strada, stasera. In marcia non in direzione di via Ponchielli, ma verso la sentenza del lungo e difficile processo, attesa per l’autunno. È questa, dunque, l’occasione per stringersi intorno ai familiari delle vittime e ai ferrovieri che dal primo giorno li sostengono ed anche oggi faranno fischiare i treni nel passaggio dalla stazione di Viareggio. L’occasione perché la città ribadisca l’esigenza di giustizia per quella maledetta notte di sette anni fa e faccia sentire forte il proprio no al meccanismo-trappola della prescrizione. Per il quale, dal secondo in grado in poi, spariranno incendio e lesioni colpose. E dei morti carbonizzati, delle cicatrici sui corpi degli ustionati, delle ferite di chi ha assistito al calvario che si è consumato negli ospedali di mezza Italia, non resterà traccia nelle carte della giustizia. Come se niente fosse accaduto.
Non è lutto cittadino. Ma Viareggio non dimentica. Perché in strada la notte del 29 giugno di sette anni fa c’erano davvero tutti. E tutti ci sono tornati, anno dopo anno, nell’anniversario che i familiari riuniti nell’associazione “Il mondo che vorrei” hanno saputo e voluto organizzare e che ha visto sfilare migliaia di persone nelle giornate di lutto cittadino. Che per quest’anno - e per la prima volta - non è stato invece proclamato dal sindaco Giorgio Del Ghingaro a differenza di quanto fatto dai suoi predecessori e da lui stesso appena insediato, nel giugno 2015. Quest’anno sarà “Giornata della memoria”, istituita per ogni 29 giugno dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo e fatta propria dalla Giunta Del Ghingaro con la delibera 174 dell'8 giugno scorso. «Niente toglie al rispetto della giornata la mancata proclamazione del lutto», spiegano negli uffici che stanno organizzando, per l’amministrazione, la partecipazione agli eventi in programma per oggi. Altra risposta alla città non c’è. Nonostante il “Tirreno” abbia cercato ieri ripetutamente il sindaco, il vice sindaco Martina, l’ufficio stampa del Comune, l’assessore Maurizio Manzo.
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L’appello. «State con noi», è l’appello di Marco Piagentini e Daniela Rombi, presidente e vice presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”. E con loro sono stati ancora una volta i tassisti viareggini che porteranno gratuitamente chi non ha altro mezzo fino al luogo della manifestazione. Con loro sono stati gli albergatori che accoglieranno chi viene da lontano per il convegno del pomeriggio. Con loro sarà, ancora una volta, Viareggio che non dimentica.
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