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L’artigiano del gusto che rende più dolce la Passeggiata
Galliano si avvia verso il centenario con un locale rinnovato Ecco la storia di uno dei luoghi simbolo del bon vivant viareggino
VIAREGGIO. Galliano Vannozzi veniva da San Giuliano Terme, provincia di Pisa. Nel 1923 vide il Bengodi nella Passeggiata di Viareggio e aprì. Nacque così Galliano che mercoledì scorso ha aperto il grande locale completamente rifatto, anzi rinato. Erano altri tempi. Vannozzi si chiamava Galliano perché nacque nel 1896. È l’anno di Adua e della guerra in Abissinia contro Menelik II. Giuseppe Galliano è il colonello degli Alpini che resistette alle truppe abissine nel forte di Macallè (altro che Fort Apache: erano poco più di 2mila italiani contro 100mila indigeni) e poi morì, combattendo, ad Adua. Per questi due episodi bellici ricevette due medaglie al valore, entrambe d'oro, il massimo per il Regio Esercito.
Insomma Galliano apre a Viareggio, ma nella parte vecchia della Passeggiata (quella che si fermava in piazza Mazzini). Quando il lungomare si allunga, siamo nel 1932, si sposta nell'attuale sede. Il Principe di Piemonte è in costruzione: lo stabilimento balneare verrà aperto nel 1936, lo stesso anno della stazione ferroviaria a cui poi seguirà la terrazza Ciano, oggi della Repubblica. Tempi d'oro per Viareggio, ma è inutile insistere. Perché saranno giorni dorati anche quelli del Dopoguerra. Nel 1963 da Galliano si gira una famosa scena del film Una vita difficile, di Dino Risi con Alberto Sordi e Lea Massari. Tanti i curiosi, tanti i viareggini a fare le comparse. Il film è un capolavoro, Viareggio è il simbolo delle vacanze del boom, Galliano è luogo privilegiato: dai suoi tavolini si capisce come va l’Italia.
Da Galliano vanno tutti nel corso degli anni. Dal Maestro Puccini nel primo locale ai gerarchi negli anni in cui Viareggio è una vetrina del Regime. Poi lo frequentano i letterati del premio Viareggio e i calciatori in vacanza in città. Ci va Cesare Maldini, recentemente scomparso, con la sua famiglia. In anni recenti tutte le vittorie della Juve vengono celebrate con una conferenza stampa da Galliano da parte di Marcello Lippi che ha casa, peraltro, nel palazzo Benetti sul lungomare.
Le bontà di Galliano vanno anche in trasferta. I budini di riso sono la golosità più gettonata del summer festival di Lucca. È Mimmo d'Alessandro, habituè del locale, ad avere scelto i budini per la mensa dei vip. Al concerto di Stevie Wonder ne sono stati fatti fuori qualcosa come 600. Non a caso è la specialità che cita per primo il Gambero Rosso nella sue recensione sulla guida dei bar d'Italia. Non a caso è il locale con il più alto punteggio in Versilia.
Del resto Galliano è sempre stato un pioniere. Ezio, figlio di Galliano, era sommo gelatiere ed è stato un precursore. Oggi è facile inventare e lanciare gusti nuovi o insolite. Vannozzi nel 1972 vinse l’oscar del gelato con il gelato alla rosa e l’anno dopo bissò il successo con la crema antica alle zucchine (di fatto una scarpaccia alla viareggina). Si parla di più di 40 anni fa ma è la conferma di quanto fossero innovativi gli imprenditori viareggini.
Lo sono anche i figli di Ezio, Galliano e Roberto, lo è il nipote Ezio, il giovane Francesco. Con lui si arriva alla quarta generazione della famiglia. Il nuovo Galliano è sì fatto. C’è una carta dei cocktail con oltre trenta specialità, compreso il Sex on the beach (con wodka, peach schnapps, zucco di mirtillo, etc). C’è una carta dei tè, anche in questo caso con 30 tipi diversi di camelie (il tè è una camelia) provenienti in gran parte dall’oriente. C’è una carta dei vini che comprende Sassicaia, Dom Perignon, Cervaro della Sala. Ci sono 18 tipi diversi di granite alla frutta e in più quella al caffè, da assaggiare con la panna. E anche il Galliano Burger è cambiato, visto che oltre ad hamburger e insalate ci sono anche primi piatti espressi. Ed è una goduria, vedendo il trionfo del tortellino surgelato, vedere le signorine dietro il banco saltare gli spaghetti al sugo di pesce.
Una bella storia, quella di Galliano, dai giorni di Adua ai nostri. Che va avanti anche perché la famiglia ha pensato di investire oltre un milione di euro in questo nuovo locale, apprezzato da tutti nei nuovi-antichi stilemti Decò.
E i Vannozzi vanno ad aggiungersi a chi in questi ultimi anni sta investendo forte su Viareggio. Pensiamo ai Berti di Prato che hanno messo un milione e 200mila euro nel Porto, trasformandolo nel più bel locale della Versilia. O il quasi mezzo milione impiegato da David Cupisti e la sua famiglia nell'Acquasalata. In attesa che Salvatore Madonna ristrutturi completamente il già bellissimo Plaza e De Russie. E allora ha fatto benissimo il sindaco Del Ghingaro a tagliare il nastro di Galliano. Che promette una grande cosa: anche d'inverno terrà aperto fino a mezzanotte. Il che vuole dire Passeggiata viva e lavoro per il personale. Al momento per Viareggio può bastare.
Irene Arquint
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