Sicurezza
Il messaggio di Ferrovie «Siamo vicini a chi sta soffrendo»
Il nuovo presidente ribadisce «l’impegno per la sicurezza» E Trenitalia monta su 50 carri il dispositivo anti-deragliamento
VIAREGGIO. Non era più accaduto dal secondo anniversario del disastro ferroviario, quando Ferrovie inviarono un telegramma di cordoglio all’allora sindaco Luca Lunardini in forma “privata”. Ieri, alla vigilia del settimo 29 giugno dalla notte di fuoco del 2009, il presidente di Ferrovie, Gioia Ghezzi, ha diffuso una breve nota: «Nessuno potrà restituire all'affetto dei loro cari le persone che sono scomparse, ma il nostro Gruppo desidera essere vicino a chi ha sofferto e ancora soffre per la perdita dei familiari. Vogliamo inoltre ribadire che il nostro impegno per la sicurezza di chi viaggia in treno e di chi vive nei pressi delle ferrovie continuerà a essere il primo dei nostri obiettivi». Gli ex vertici del Gruppo Ferrovie e delle sue aziende (Trenitalia e Rfi) sono tra gli imputati nel processo iniziato il 13 novembre 2013.
Tra le contestazioni mosse nei capi di imputazioni formulati dalla Procura di Lucca anche quelle relative al fatto di «non aver adottato o promosso le determinazioni necessarie o almeno utili all’installazione di un dispositivo rilevatore del potenziale svio di un carro cisterna trasportante merci pericolose, già peraltro adottato da altre reti ferroviarie europee, avente la funzione di mandare in frenatura di emergenza un convoglio al momento in cui insorge uno svio».
Del sistema anti svio ne discute l’Europa da dieci anni, senza trovare la forza di imporre un dispositivo da poche migliaia di euro alle imprese del trasporto ferroviario. Qualche mese fa fu il “Tirreno” a dare conto della sperimentazione avviata da Trenitalia, ben dopo il disastro ferroviario di Viareggio, in collaborazione con Politecnico di Milano e Politecnico di Torino.
Nella giornata del settimo anniversario di un deragliamento da trentadue morti, ecco - grazie al lavoro dell’avvocato Gabriele Dalle Luche, che assiste i ferrovieri parte civile nel processo che si celebra a Lucca- il documento targato Trenitalia dal titolo “Prescrizioni per l’esercizio sperimentale di carri equipaggiati con rilevatori di avvenuto deragliamento”. È datato 18 marzo 2016 e informa che «Trenitalia sta procedendo all’installazione su 5o carri di dispositivi sensibili alle sollecitazioni verticali, avanti lo scopo di rilevare l’avvenuto deragliamento di uno o più assi dei veicolo e di attivare automaticamente la frenatura d’emergenza per arrestare la marcia del treno».
La sperimentazione è in corso «nell’ambito del progetto 00378 inserito nel Piano di sicurezza di esercizio ed avente come obiettivo il contenimento dello spazio percorso da un treno avente in composizione uno o più carri deragliati e la riduzione delle conseguenze che questo potrebbe causare».
Dunque, evitare tragedie come quella di Viareggio si poteva e si può. (d.f.)
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