Il Tirreno

Versilia

La strage sette anni fa domani Viareggio ricorda i suoi morti

di Donatella Francesconi
La strage sette anni fa domani Viareggio ricorda i suoi morti

Una giornata densa di appuntamenti per non dimenticare che tutta la città poteva esplodere quella maledetta notte

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VIAREGGIO. “Sette lunghi anni, di lacrime amare”: 29 giugno 2009-29 giugno 2016 e non ci sono parole migliori di quelle carducciane per fissare il sentimento di un altro anniversario del disastro ferroviario. Basterebbe da solo, questo unico verso, a stringersi ancora intorno ai familiari delle vittime della strage di Viareggio. Una notte di prima estate, un treno carico di Gpl che deraglia, la cisterna che si ribalta e si squarcia. Le tredici cisterne "sorelle" di quella che si è aperta a ridosso dei binari di via Ponchielli avrebbero potuto «collassare, dividersi in due parti», che sarebbero finite «sparate a distanza di decine di metri». A quel punto si sarebbe «innescato un fenomeno drammatico che è quello dell'accensione della nube di gas fuoriuscito da serbatoio». Così, nell’aula del Polo fieristico di Lucca dove si tiene il processo al disastro ferroviario, ha spiegato l'ingegnere Francesco Marotta (Arpat Pisa), uno dei consulenti della Procura di Lucca, insieme ai colleghi Claudio Chiavacci, Nicola Carcassi, Marcello Mossa Verre. «La nube - sono le parole di Marotta - brucia solo all'esterno, si riduce la densità, comincia a galleggiare in aria...Un fenomeno che dura abbastanza per creare danni importanti». È «il fenomeno più temuto da chi ha a che fare con il Gpl», così riassumibile: il riscaldamento supera il limite di guardia, «il volume cambia immediatamente di fase all'interno del contenitore e si trasforma in gas perché non è più comprimibile». Ecco lo scenario che avrebbe potuto vivere Viareggio. E non saremmo qui a raccontarlo e a leggerlo: perché nel raggio del disastro immane sarebbe finita buona parte della città.

Ecco perché domani sera, ancora una volta, i viareggini saranno in strada a fianco dei familiari delle trentadue vittime del disastro ferroviario. «Una cosa abbiamo imparato in questi anni - sono le parole di Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime -: che dal 2009 ad oggi niente è cambiato e quello che è accaduto allora può ancora succedere, ovunque in Italia».

Ed allora l’appuntamento è alla 20,45 in via Ponchielli, con il corteo che terminerà nel piazzale della Pam, proiezione del cortometraggio “Ovunque proteggi”, una canzone, tutta da scoprire, dedicata alla strage, la lettura dei nomi delle vittime quando si farà l’ora in cui tutto è cambiato.

Ad accompagnare la lunga giornata della memoria, ancora una volta, il fischio dei ferrovieri per tutti i convogli in transito dalla stazione di Viareggio.

Il ringraziamento dei familiari tutti - hanno ricordato Marco Piagentini e Daniela Rombi - va a Raffaele Guariniello, già Procuratore della Repubblica a Torino, che sarà in Municipio alle 16,30. Ma anche alla Coventax che ha messo a disposizione i taxi gratuitamente per chi non avrà altri mezzi per raggiungere la zona da cui partirà il corteo. Ed il gruppo di hotel della città che ospiterà chi viene da lontano per l’incontro del comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”.

Nelle parole di Piagentini c’è futuro, un futuro di verità sulle troppe stragi d’Italia: «State con noi domani sera. Vuol dire conoscerci, vedere le cose diversamente». Vuol dire attendere insieme a chi da sette anni aspetta - senza mollare un minuto - il momento, fissato per l’autunno, in cui una sentenza dirà di chi è la colpa.

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