Il Tirreno

Versilia

Fa il pieno di armi con cui vendicarsi

di Donatella Francesconi
Fa il pieno di armi con cui vendicarsi

L’uomo, un camaiorese di 45 anni, aveva rubato pistole, carabine e munizioni. Arrestato in casa dai carabinieri

2 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Un tentato furto in armeria non è un fatto come tanti, specialmente se appena qualche mese prima il furto di armi e munizioni è invece ben riuscito. Così i carabinieri di Camaiore, allertati dall’allarme scattato all’armeria “Pandolfi” di Lido nel primo pomeriggio di domenica, insieme ai colleghi del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Viareggio, hanno voluto vederci chiaro.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13564738:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/05/29/news/recuperato-un-mini-arsenale-fra-le-armi-una-bomba-a-mano-1.13564738]]

A terra, dopo la fuga del ladro spaventato dall’antifurto, resta una borsa con sette pistole ed un passamontagna. Impossibile che l’uomo potesse portarsi via la refurtiva a piedi o in bicicletta, a colpo messo a segno. Così la ricerca di un mezzo dà in breve esito positivo: poco distante dall’armeria c’è un furgone rubato a Migliarino Pisano, e all’interno i documenti che portano i militari a casa di Roldano Pardini, 45 anni, disoccupato, residente a Camaiore. Lo stesso furgone che era stato utilizzato - appurano i carabinieri - per il furto all’armeria “Lugino” , tra il primo ed il 3 giugno scorsi.

L’operazione scatta nella prima serata di domenica, come illustrato ieri mattina dal maggiore Massimo Amato nel corso di una conferenza stampa. Ed è da manuale: Pardini non si accorge di niente e di carabinieri, entrati nella palazzina a tre piani nella quale l’uomo vive, lo bloccano - ignaro di tutto - mentre è nella tromba delle scale. Di lì a poco, nel corso della perquisizione, saltano fuori le armi e le munizioni del furto dei primi di giugno. In tutto, all’interno dell’abitazione, vengono ritrovati: carabina semiautomatica marca Jager calibro 22 con relativo caricatore vuoto; carabina semiautomatica marca Luigi Franchi calibro 22; pistola marca Tokarev calibro 7.62×25 con caricatore vuoto;pistola marca Norinco calibro 45 acp con due caricatori vuoti; revolver marca Cerri calibro 6 (matricola 12348), priva di munizionamento; 50 colpi calibro 7.62×25; 75 colpi calibro 45; 20 colpi calibro 7.62×39; 2 custodie per fucili; una valigetta con trapano ed accessori. Tutta refurtiva proveniente dal colpo all’armeria “Luigino”.

Ma Pardini - incensurato, ma nel 2005 gli vennero ritirate le armi di cui disponeva perché le aveva utilizzate contro una persona - disponeva anche di una carabina, modello 35 calibro 22 marca Diana, con matricola abrasa, funzionante e di una pistola marca Bruni calibro 8, senza matricola, funzionante. Entrambe le armi provengono da un furto commesso in un’abitazione di Camaiore il 21 giugno 2005.

Ai militari che lo hanno arrestato e interrogato, Roldano Pardini ha dichiarato l’intenzione di riparare a dei torti che riteneva aver subito anche sul fronte dei rapporti amorosi. Ora avrà tempo di riflettere su cosa stava per compiere, mentre è agli arresti per i reati di detenzione abusiva di armi comuni da sparo, detenzione di arma clandestina, ricettazione, furto e tentato furto aggravato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa