Il Tirreno

Versilia

Così si depura l’acqua dal tallio

di Luca Basile

La relazione dell’Università di Pisa individua un sistema di trattamento con vasche e tre nuovi sorgenti

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PIETRASANTA. Un sistema per il trattamento biologico delle acque in uscita dalla miniera, l’estensione degli studi ai terreni coltivati della piana per valutare gli effetti della contaminazione da metalli pesanti, il mantenimento dello stop all’irrigazione dei campi, l’individuazione di tre nuove sorgenti. La relazione finale, a firma dei ricercatori delle Scienze della terra dell’Università di Pisa, sulla questione ambientale a Valdicastello - presentata alcuni giorni fa in Comune - rappresenta un esaustivo quadro dello stato di salute della frazione.

«Per trattare biologicamente le acque in uscita dalle miniere - si legge nella relazione - proponiamo un sistema che favorisca l’alcanizzazione biologica delle acque attraverso la realizzazione di due vasche». In sostanza l’acqua, alla fine del doppio trattamento, priva della maggior parte di metalli pesanti, potrà confluire nell’ambiente circostante o in un torrente tramite un sistema di canalizzazione. I metalli pesanti, «precipitati, potranno poi essere rimossi attraverso una botola di scarico situata nella vasca» certificano i ricercatori. Sistema, da realizzare, come impianto pilota, nell’area esterna alla galleria Ribasso del Pollone.

Confermata, nel frattempo la criticità del fosso Baccatoio - da qui lo stop all’irrigazione dei campi - «che ha subito e subisce - scrivono i ricercatori - una forte pressione di origine antropica che altera profondamente, in maniera continuativa ed in parte irriversibile, la caratteristiche originarie delle diverse matrici ambientali. I sedimenti presenti mostrano elevate concentrazioni di elementi potenzialmente tossici differenziate secondo le profondità».

L’impatto maggiore sull’ecosistema è determinato dal rilascio di tallio, cadmio, antimonio, bario, arsenico, alluminio ed altri metalli attraverso le acque acide che fuoriescono dalle gallerie in stato di abbandono. «In questo contesto vanno tenute sotto osservazione le gallerie di Monte Arsiccio e Pollone. Alcune sorgenti non captate, invece, come La Vite, Tre Fontane e S.Maria canale del Fondo, rappresentano risorse idonee come alternative al Baccatoio per irrigare i campi» fanno sapere gli universitari. Fra le priorità di intervento «la riduzione del tempo di contatto fra le acque di contatto che si infiltrano e circolano nelle gallerie abbandonate e le fasi minerali delle sorgenti di contaminazioni». Con una postilla: va bene studiare i terreni coltivati e non di Valdicastello, ma, come detto, va fatta un’approfondita ricerca anche «in un congruo intorno del torrente Baccatoio». Questo per stabilire, su scala più estesa, l'eventuale contaminazione da metalli degli ortaggi.

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