Il dolore
Via libera ai risarcimenti per chi perde il bagno
La senatrice Granaiola assicura: anche il Governo è d’accordo
VIAREGGIO. Anche il Governo prevederà i risarcimenti per le “vittime” della direttiva Bolkestein. E cioè per i balneari che perderanno lo stabilimento quando le spiagge saranno riassegnate con le gare.
Ad assicurarlo è la senatrice Pd Manuela Granaiola, che risponde così alle paure della categoria. I balneari temono che, al di là di quanto ha già deciso la Regione - nella nuova legge toscana sulle concessioni demaniali è previsto un indennizzo pari al 90 per cento del valore dell’impresa - Roma possa stoppare i risarcimenti nel futuro decreto legge. Che a quel punto annullerebbe l’effetto della norma appena approvata a Firenze.
Il tema è importante, e non soltanto per i soldi puri e semplici. Che non sono pochi: i concessionari stimano in qualche milione di euro il valore medio dei loro stabilimenti. Il punto, secondo i balneari, è questo: prevedere un risarcimento a favore del concessionario uscente è un freno messo sui piedi di chi punta le spiagge versiliesi. Ragionamento logico: un imprenditore rivale è meno incoraggiato a concorrere per l’assegnazione, se è costretto a pagare di tasca sua una specie di bonus al balneare che se ne va. Un bonus, tra l’altro, calcolato da un perito di fiducia dello stesso balneare.
Secondo la senatrice Granaiola l’Esecutivo - che sta lavorando su un decreto legge sulle concessioni demaniali - si muoverà sulla falsariga di quanto dichiarato in passato. E cioè - spiega - «con un riconoscimento della professionalità e del valore delle imprese oggi esistenti». Riconoscimento che avverrà sia in sede di gara, con punteggi legati all’esperienza, sia dopo. Cioè nel caso in cui il balneare perda la gestione del pezzo di litorale.
Il Pd, insomma, è ottimista. «Con l’approvazione della mozione Pd sulle concessioni demaniali marittime, insieme ad altre tre che erano state presentate, il Governo ha finalmente preso atto della necessità di trovare una soluzione che tuteli davvero il nostro sistema turistico balneare»: così il primo firmatario della mozione, il senatore Salvatore Tomaselli, la sua illustratrice, la senatrice Manuela Granaiola, e gli altri parlamentari del gruppo che hanno firmato la mozione, Camilla Fabbri, Angelica Saggese, Mara Valadinosi e Mario Morgoni.
«Con la mozione del Pd - spiegano i senatori dem - si impegna il Governo a difendere la legittimità della proroga fino al 2020, a valutare con la Commissione europea le motivazioni del diverso trattamento riservato al nostro Paese per le attuali concessioni demaniali marittime, in rapporto a quanto sta accadendo in altri Paesi dell'Unione; a verificare la possibilità di distinguere le concessioni in essere da quelle nuove, il cosiddetto doppio binario; a convocare un tavolo di confronto con le Regioni e gli enti locali; a prevedere un periodo transitorio adeguato per le concessioni in essere che tenga conto degli investimenti immobiliari e infrastrutturali già effettuati, dei beni aziendali e della professionalità acquisita in tutti questi anni».
Con una postilla, però: il periodo transitorio di trent’anni prima di affrontare la gare sarà molto difficile da ottenere. E in ogni caso - assicurano i beninformati - non varrà per tutti: una nuova proroga della concessione “a pioggia” è inconcebile, dal punto di vista dell’Europa. Che il 14 luglio si pronuncerà sul caso Bolkestein.
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