Ultimatum ai rom «Ma noi restiamo qui»
Se oggi non lasciano il campo interverranno le forze dell’ordine
TORRE DEL LAGO. «Noi rimaniamo qui. Non vogliamo andare via, basta».
Le famiglie del campo rom di Torre del Lago non se ne andranno: «Questa - dicono - è la nostra casa».
I rom che da anni vivono nell’area di via Cimarosa autorizzata dal Comune, sanno che il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha ordinato lo sgombero entro le 18 di oggi. «Ma noi - mettono in chiaro - restiamo qui».
Nei prossimi giorni quindi, scatterà l’intervento di sgombero con le forze dell’ordine. «Non sarà un’operazione di Polizia ma un’operazione sociale» sottolinea l’assessore alla sicurezza Maurizio Manzo, anche se per organizzare lo sgombero è stato convocato un tavolo dal Questore, così come stabilito dal Prefetto nell’incontro di giovedì scorso con gli assessori Sandra Mai e Valter Alberici.
«È vero, interverranno Carabinieri e Polizia però - va avanti Manzo - anche i nostri assistenti sociali. Se non se ne andranno da soli, ci sarà un intervento ma solo perché una situazione del genere non può essere più tollerata. Non possiamo chiudere gli occhi e fare finta di niente: lo dico per la dignità di queste persone. È nostro dovere non lasciarle lì».
Ma loro proprio lì vorrebbero stare. Anche in mezzo a una fogna a cielo aperto, ai rifiuti, ai cavi elettrici appoggiati sul terreno che passano di roulotte in roulotte e che - mette nero su bianco l’Asl nella relazione del 15 giugno - “rappresentano un evidente pericolo”.
«Meglio questo - spiegano le donne del campo rom - che rimanere senza casa. Non vogliamo andare via perché noi - dicono - siamo residenti. Se il sindaco ci lascia qui siamo d’accordo a pagare acqua e luce. Non siamo cani come pensano alcuni in Italia. Siamo umani. Siamo uomini. Siamo tutti uguali, italiani e rumeni, non c’è differenza».
«Dopo la relazione dell’Asl - sottolinea Manzo - non possiamo farli stare in quel campo». Da un punto di vista sanitario, c’è il rischio di infezioni dovuto agli “abbondanti liquami, ai rifiuti e agli acquitrini” che assediano l’area abbandonata da anni.
«L’amministrazione - va avanti Manzo - ha cercato e trovato alcune strutture per accogliere temporaneamente le donne e i bambini», come avviene nei casi di sfratto e sgombero degli alloggi popolari occupati abusivamente. A pagare per le due settimane di accoglienza, sarà il Comune. Dal campo rom però, fin dalla prima comunicazione della scorsa settimana da parte dei servizi sociali, hanno rifiutato la sistemazione in struttura di madri e figli, perché non vogliono che le famiglie siano divise.
Giovedì scorso, come detto, il Prefetto ha affidato a un tavolo tecnico, che verrà convocato dal Questore, l’organizzazione dell’intervento di sgombero.
«Da domenica (domani, ndr) - annuncia Manzo - ogni momento potrà essere quello giusto per l’intervento».
L’amministrazione, ha già chiarito il sindaco Del Ghingaro, andrà fino in fondo.
«Se ci verranno a prendere - rispondono dal campo - noi non ce ne andremo. Non faremo niente. Semplicemente resteremo qua. I nostri bambini vanno a scuola a Torre del Lago. I ragazzi sono cresciuti qui senza mai saltare un giorno di lezioni. Non possono costringerci a lasciare la nostra casa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
