Il Tirreno

Versilia

Strage, la richiesta dei difensori: stop estivo e prescrizione sospesa

di Donatella Francesconi
Strage, la richiesta dei difensori: stop estivo e prescrizione sospesa

Lo consente il codice ed ora la quadratura del cerchio è nella mani del presidente del Collegio Boragine: «Venerdì primo luglio decideremo tenendo conto delle esigenze di tutti»

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VIAREGGIO. La scelta è davvero di quelle che va presa ponderando il più possibile le esigenze di un processo che porta con se’ una mole di documenti ed atti da far tremare le vene ai polsi. Il presidente del Collegio, Gerardo Boragine, ha rinviato a venerdì primo luglio la decisione sui tempi della discussione. Dopo che i difensori degli imputati, nell’udienza di ieri, hanno formalizzato la richiesta di sospensione per l’estate con relativo stop alla prescrizione, così come consentito dal codice.

Quella dei legali degli imputati non è stata l’unica voce in questo senso. Anche considerando le parole dello stesso Boragine che - per sondare il terreno - ha provato un po’ di pressing: «Noi vorremmo cominciare immediatamente la discussione», ha spiegato parlando a nome del Collegio, composto dal presidente e dai giudici Nidia Genovese e Valeria Marino. «Certo, non possiamo non tenere conto di quanto ci è stato prospettato nell’istanza delle difese. Per noi i tempi sarebbero maturi, ma ci sono state delle richieste e non possiamo non prenderle in considerazione». Il presidente Boragine ha tenuto particolarmente di conto - e lo ha dichiarato espressamente - delle parole del pubblico ministero Giuseppe Amodeo, oggi nei panni di facente funzione di Procuratore capo, che ha richiesto, con lo stile che gli è proprio di un linguaggio giuridico comprensibile a tutti, «parità delle parti relativamente alla discussione. E lo chiedo proprio per la presenza del periodo feriale che rende astrattamente suscettibile, al di là delle intenzioni, il risultato di fornire un vantaggio marginale ad alcune parti del processo». Un processo - ha ricordato Amodeo - da trentadue morti. E 15.000 pagine di verbali, 102 udienze compresi incidente probatorio e udienza preliminare. Senza dimenticare, come ha voluto sottolinea Graziano Maffei, una delle toghe del Foro di Lucca che ha macinato chilometri di aule e che nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio rappresenta anche il Comune di Viareggio costituito parte civile, che «da pochissimo tempo sono stati acquisti gli approfondimenti tecnici di Frediani, Bruni, Poschmann, densi di formule dalla lettura impegnativa». Certo, ha voluto ricordare Maffei: «La scansione dei tempi di discussione non è tipicizzata nel codice, ma nella gestione del processo che dipende da voi - ha detto l’avvocato rivolgendosi al Collegio - finirebbe per essere gravemente discriminatoria. Perché si darebbe agio di riflessione ad altre parti, così come invece si negano ai pm e ad altre parti civili».

Con riferimento alla Procura, il presidente Boragine ha detto: «Se iniziassimo il 5 luglio riusciremmo a finire la discussione. Ma se il pubblico ministero ci dice che entro il cinque non è in grado iniziare discussione e chiede di rinviare più in là, è ovvio che ne terremo conto. Il pm ha fatto anche una richiesta: gradirebbe la contestualità della discussione». Messe insieme le esigenze di tutti, ha concluso Boragine, «venerdì pensiamo di poter arrivare ad una decisione. Tenendo conto di tutte le esigenze».

Anche considerando che sono ancora in sospeso alcune decisioni sulle quali il Collegio deve esprimersi, Compresa quella - avanzata dalla Procura - di ascoltare in aula i manovratori che agganciarono il treno a Trecate, stazione di partenza.

Certo che nessuno, nel lungo iter della giustizia sul disastro ferroviario di Viareggio - può anche solo ipotizzare che qualcuno, tra i soggetti in campo, non abbia fatto la propria parte fino in fondo. Lungo i sette anni di una vicenda complessa, tecnicamente controversa, dove le voci degli ingegneri hanno avuto più peso di quelle di chi maneggia il codice penale. E niente fa pensare che lungo questa linea non si continuerà a camminare.

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