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Legambiente: Fossa dell’Abate e Motrone i punti più sporchi

Legambiente: Fossa dell’Abate e Motrone i punti più sporchi

VIAREGGIO. «Fortemente inquinati». Questo il giudizio di Legambiente su due punti del litorale versiliese: le foci della Fossa dell’Abate e del Motrone. Nella norma, invece, l’altro punto in cui...

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VIAREGGIO. «Fortemente inquinati». Questo il giudizio di Legambiente su due punti del litorale versiliese: le foci della Fossa dell’Abate e del Motrone. Nella norma, invece, l’altro punto in cui Legambiente ha eseguito il campionamento, e cioè piazza Mazzini a Viareggio.

I dati dello studio dell’associazione ambientalista sono stati resi noti ieri. «Quasi la metà dei punti monitorati in Toscana - si legge in una nota - presentato situazioni di criticità, localizzati in particolare in Versilia e in due punti all'isola d’Elba. Sui diciannove punti monitorati lungo le coste toscane, nove presentano cariche batteriche elevate e per otto di questi il giudizio è di fortemente inquinato. Nel mirino ancora una volta foci di fiumi, canali e torrenti che continuano a immettere in mare sostanze inquinanti».

Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare.

«Quello di Goletta Verde è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali - prosegue la nota - né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni».

«Nel corso del nostro viaggio monitoriamo i punti critici individuati lungo le coste, ma ciò non significa che in questi punti non sia alta la frequenza dei bagnanti. Di conseguenza, la carica batterica che arriva in mare rappresenta non solo un problema ambientale ma anche un rischio per la salute umana - sottolinea Francesca Ottaviani, portavoce di Goletta Verde - La situazione dei nostri mari risente inevitabilmente del forte deficit depurativo che vive in generale l’Italia, dove secondo le ultime stime dell'Istat e del Governo tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati. Anomalie che ha evidenziato anche l’Unione Europea nell'ultima procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia». Legambiente segnala anche forti carenze nell’informazione al turista tramite cartelli e indicazioni.

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