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I profughi puliscono strade e borghi dell’Alta Versilia

I profughi puliscono strade e borghi dell’Alta Versilia

Sono dodici i rifugiati a Stazzema: in attesa della risposta alla richiesta di asilo lavorano per il decoro del territorio

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STAZZEMA. Puliranno piazze, vie e giardini, in accordo con il Comune e con la Pubblica Assistenza di Stazzema. Sono 12 i rifugiati accolti nel territorio stazzemese e per sei, tutti provenienti dalla Nigeria, sono già pronte le assicurazioni per consentire loro di svolgere piccole opere per il decoro da volontari, per ricambiare l’ospitalità ricevuta. Un protocollo di intesa per l’accoglienza tra Regione, Prefettura di Firenze (per conto di tutte le prefetture) ed Anci, ovvero l'associazione dei comuni toscani, ha tracciato procedure da adottare e risorse a disposizione. Protocollo che stanno firmando anche associazioni di volontariato e cooperative che gestiscono in questi mesi l’attività di accoglienza.

I profughi attendono di sapere se la loro richiesta di asilo sarà accettata. Ma spesso passa più di un anno, dopodiché devono lasciare il centro che ha dato loro rifugio. Per rendere questo periodo fruttuoso a Stazzema si organizzano corsi di italiano, si prova a insegnare a questi ragazzi, spesso giovani o giovanissimi, un possibile mestiere per favorire una migliore integrazione. L’adesione a queste attività è volontaria, ma tutti i primi sei arrivati hanno accolto l’invito.

In questi giorni a Stazzema hanno pulito il Palazzo della Cultura, hanno pulito lungo alcune viabilità e in queste ore erano operativi nel piccolo parco giochi di Pontestazzemese. Nelle prossime settimane saranno attivi in vari borghi dello stazzemese per contribuire con piccoli interventi al decoro urbano e anche a Sant’Anna dove contribuiranno alla pulizia del Parco nazionale della Pace. «La residenza di queste persone sfuggite da situazioni difficili - commenta il presidente del consiglio Alessio Tovani - non può essere un semplice parcheggio prima che siano destinati in altre località o siano rimpatriati. Diamo a questi ragazzi la possibilità di imparare qualche lavoretto manuale e di contribuire alla pulizia del territorio con attività di giardinaggio con l'utilizzo di attrezzi semplici da manovrare. Hanno tutti aderito alla nostra richiesta di dare una mano per il decoro urbano del nostro comune. Credo sia il modo migliore per rendere la loro permanenza un momento produttivo sia per loro che la comunità».

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