Il Tirreno

Versilia

Le famiglie protestano davanti al municipio

Le famiglie protestano davanti al municipio

Con loro otto associazioni locali: «L’atteggiamento autoritario della giunta causerà emarginazione»

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VIAREGGIO. Fuori dal municipio per protestare contro lo smantellamento del campo rom deciso dal sindaco Giorgio Del Ghingaro. La protesta delle famiglie di via Cimarosa è scattata ieri mattina alle 10. Con loro i rappresentanti dell’associazione Berretti Bianchi e Regina Satariano dell’associazione Consultorio Transgenere.

«La decisione unilaterale di smantellamento del campo non fa seguito ad alcun progetto di inclusione. L’atteggiamento autoritario della giunta Del Ghingaro - scrivono otto associazioni locali a sostegno della comunità rom - causerà altra emarginazione, i cui effetti negativi ricadranno su tutta la città. Le famiglie rom verranno disgregate, i bimbi e le bimbe sradicati dalla scuola, sarà impedita qualsiasi possibilità di emancipazione e inserimento nel tessuto sociale». A firmare la lettera, oltre a Berretti Bianchi e Consultorio transgenere, ci sono la cooperativa sociale Il Cappello, il Gruppo uomini Viareggio, la Casa delle donne, Legambiente Versilia, Anpi Viareggio e Senza Confini. Tutti protestano «contro la scelta dell’amministrazione che discrimina ulteriormente un popolo già pesantemente emarginato».

La manifestazione di ieri, con una quarantina di abitanti del campo rom arrivati davanti al municipio per chiedere al Comune di non sgomberare l’area di via Cimarosa, si è conclusa con l’incontro fra tre manifestanti e gli assessori Sandra Mei e Valter Alberici. Confronto da cui è stato escluso Licio Lepore, dell’associazione Berretti Bianchi, in quanto dipendente comunale. «Non mi hanno fatto entrare» denuncia Lepore. Il risultato dell’incontro, è stato un nulla di fatto.

«Non siamo arrivati a nessuna soluzione e abbiamo compreso che sarà imminente lo sgombero del campo» commenta Regina Satariano dopo l’incontro con Mei e Alberici.

Dalle associazioni sollevano il problema dei «costi inutili per la sistemazione temporanea di donne e bambini nelle strutture. Si parla di molti soldi sprecati, che non risolveranno niente - spiega Lepore -. Dopo venti giorni queste donne e questi bambini, separati dagli uomini, saranno per strada». «È possibile - sottolinea inoltre Regina - che i soldi che il Comune metterebbe a disposizione per 15 giorni per 20 persone, pari a 30.000 euro, non possano essere utilizzati per riqualificare il campo?».

(b.f.)

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