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Versilia

Il Comune dovrà pagare mezzo milione per il pontile

Il Comune dovrà pagare mezzo milione per il pontile

Il tribunale dà ragione alla ditta che realizzò l’opera e condanna l’amministrazione al termine del contenzioso scaturito per le continue interruzioni al cantiere

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PIETRASANTA. Circa 423 mila euro. Che, sommando interessi e sanzioni, arrivano fino a mezzo milione di euro. Di cosa stiamo parlando? Della somma che il Comune, dietro recente sentenza del Tribunale di Lucca, sarà chiamato a pagare alla Sacaim, ditta di Porto Marghera, Venezia, che realizzò il pontile di Tonfano.

Facciamo un passo indietro, fino al 2008 quando il pontile in questione - 214 metri di tuffo in mare per 4 milioni di costi complessivi - viene inaugurato: musica, taglio del nastro, discorsi, fascia tricolore e feste su spiaggia. Tutto a posto? Non proprio, la Sacaim punta il dito contro tutte le interruzioni dei lavori, decise dal Comune e certificate come illegittime dalla stessa azienda. Interruzioni che avrebbero dilatato i tempi di realizzazione dell'opera, con fermo-cantiere e sospensioni che, sempre a parere della Sacaim, sarebbero stati il motivo scatenate dell’impennata dei costi. Che contabilizzano in oltre 1 milione di euro. Da qui la richiesta al Comune, che però il palazzo non prende neppure in considerazione ritenendola illegittima. Fra l'altro una di quelle interruzioni era stata decisa dalla Provincia che aveva imposto lo stop ai lavori per la mancanza di un'autorizzazione sulla movimentazione di materiale inerte. Così come per la rimozione delle palancole, e quindi per la dispersione in mare della sabbia utilizzata per il riempimento, fu necessario attendere l'esito delle analisi di questo materiale.

In sostanza problemi su problemi. Nel frattempo la palla, avvelenata, passa di amministrazione in amministrazione: ad occuparsi della querelle è il sindaco Lombardi, nel frattempo subentrato a Mallegni, che nel contenzioso in atto si difende addebitando alla Sacaim alcune penalità previste dal contratto. L'epilogo non poteva che essere il tribunale che a sua volta nomina un perito per valutare la fondatezza del ricorso.

Completate le perizie, dato seguito ai vari dibattimenti ecco, come detto, la sentenza, che dà ragione alla Sacaim ed è un colpo tremendo per le già problematiche casse comunali, anche se dal milione richiesto si è scesi alla metà. Come finira? Premesso che siamo solo alla sentenza di primo grado resta da capire se la giunta Mallegni impugnerà il tutto facendo appello o tenterà la via della transazione. Nel frattempo il conto complessivo del pontile, a distanza di anni, rischia di continuare a pesare sul portafoglio della comunità.

Luca Basile

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