Sicurezza
Il sindaco Del Ghingaro ordina lo sgombero del campo rom di Torre del Lago
Firmata l'ordinanza, gli abitanti hanno tempo fino a sabato alle 18 per andarsene: "Un ghetto intollerabile, adesso basta"
TORRE DEL LAGO. Entro le 18 di sabato 25 il campo rom di Torre Del Lago dovrà essere sgomberato. L’ordinanza firmata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro è stata notificata alle oltre quaranta persone (non tutte autorizzate) che dal 2011 vivono nel campo di via Cimarosa. «La relazione dell’Asl - spiega il primo cittadino - non lascia dubbi. Si parla, senza mezzi termini, di inabitabilità del campo, delle gravi carenze igienico-sanitarie e perfino del pericolo di folgorazioni».
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La situazione è così da anni. «Nonostante gli interventi messi in atto dal Comune - si legge nell’ordinanza firmata dal sindaco martedì scorso - il comportamento degli abitanti dell’area attrezzata e degli occupanti abusivi ha originato una situazione di criticità sul piano igienico e della sicurezza pubblica». Nella relazione dell’Asl inoltre, si parla della presenza di abbondanti liquami, di maleodoranze, rischio infettivo, rifiuti, resti di focolai e cavi elettrici appoggiati sul terreno che passano da roulotte in roulotte. Su questa relazione, datata 15 giugno, si basa l’ordinanza firmata una settimana dopo da Del Ghingaro.
Che lo smantellamento del campo rom sarebbe arrivato rapidamente, l’amministrazione lo aveva già annunciato a inizio aprile. La stretta sui tempi è arrivata negli scorsi giorni, quando ad alcune famiglie è stato comunicato che donne e bambini sarebbero stati temporaneamente sistemati in adeguate strutture, come succede nei casi di sgombero e sfratto. Comunicazione questa che ha innescato la reazione dei rom: contrari a dividere le famiglie. E proprio a poche ore dalla protesta di ieri davanti al municipio di una quarantina di uomini e donne del campo di via Cimarosa, l’amministrazione ha notificato l’ordinanza di sgombero. Il sindaco risponde alla protesta rompendo gli indugi. Fino agli scorsi giorni, l’amministrazione non aveva mai parlato di tempi precisi per lo sgombero. Lo avevano fatto le famiglie rom, già avvertite che avrebbero dovuto lasciare l’area entro fine mese. Il nodo sui tempi è stato sciolto ieri, con la notifica di un’ordinanza che pone come termine le 18 di domani.
«A tutte le persone che si trovano nell’area attrezzata comunale destinata ai nomadi, avendone titolo o abusivamente, il sindaco ordina lo sgombero immediato e comunque non oltre le 18 del 25 giugno».
«Una situazione - commenta Del Ghingaro - che da anni si trascina nell’indifferenza dei più: però a Viareggio, come sempre, si sarebbe preferito rimandare perché i rom, nell’immaginario comune, sono argomento scomodo per chiunque si approcci alla questione. Bene - continua - questo non è il mio stile: io non chiudo gli occhi davanti a bambini che nascono e crescono in pozze di fango, non volto la testa davanti a persone trattate come sacchi di immondizia lasciati in un angolo poco frequentato. Senza contare la questione legalità: situazioni al limite di legge, bene o male calmierate con interventi spot ma senza mai un’azione che sia decisiva. Ora basta».
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E il “basta” è tutto in quell’ordinanza appena notificata. Alle associazioni che si occupano da anni del campo rom e alla stessa comunità che vive in via Cimarosa però, nessuno ha comunicato quale siano le strutture trovate dal Comune per donne e bambini. Anzi, la onlus Berretti Bianchi ha più volte denunciato «l’atteggiamento assolutamente negativo dell’amministrazione, che ha rifiutato ogni richiesta di incontro prendendo le decisioni in modo autoritario e senza confronti».
Nell’ordinanza inoltre, si parla, come detto, di «situazioni di criticità sul piano igienico e per la sicurezza pubblica originate dal comportamento degli abitanti dell’area e degli occupanti abusivi», mentre dall’associazione Berretti Bianchi hanno denunciato l’esatto contrario: ovvero che quel campo, autorizzato dal Comune, è ridotto a una latrina proprio perché abbandonato fin dall’inizio dalle istituzioni.
Fatto sta che il campo è in condizioni di degrado assoluto. La fogna continua a buttare liquami dove giocano i bambini e dove vivono oltre quaranta persone. Al campo inoltre, si accede passando in mezzo a una distesa di rifiuti. «Non posso permettere che una situazione simile venga ignorata - spiega Del Ghingaro - l’ordinanza è firmata, di concerto con la Prefettura e con il supporto dei servizi sociali risolveremo anche questa vicenda. Una volta messi in sicurezza gli abitanti del campo, con un occhio di riguardo per i minori, dovremo ripulire tutta la zona, perché a Viareggio non ci siano più discariche a cielo aperto né ghetti più o meno tollerati. Nella nostra città - conclude il sindaco - non ci sono vite di serie “A” e di serie “B”. Esistono le persone».
Dal campo rom però, hanno già annunciato che non se ne andranno. Le famiglie hanno chiesto di restare in quell’area nonostante sia ridotta a latrina. «Meglio qui, uniti, che altrove e separati dai nostri mariti» spiegano le donne del campo.
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